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	<title>L'informazione del Movimento Umanista</title>
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	<description>Umanesimo oggi</description>
	<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 00:50:51 +0000</pubDate>
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		<title>«È il crollo di un mondo. Forze immense stanno per scatenarsi»</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 00:40:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>max</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cose buone dal mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[- di Frédéric Lordon - traduzione di Maurizio Blondet - pubblicato su revuedeslivres.fr, gennaio febbraio 2012
Così parla Frédéric Lordon, famoso economista francese, direttore delle ricerche del CNRS, in una lunga intervista alla Revue des Livres. A proposito delle forze che stanno per scatenarsi, ecco cosa prevede:
«Se, come si poteva prevedere dal 2010 col lancio dei piani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>- di Frédéric Lordon - traduzione di Maurizio Blondet - pubblicato su <a href="http://www.revuedeslivres.fr/" target="_blank">revuedeslivres.fr</a>, gennaio febbraio 2012</p>
<p>Così parla Frédéric Lordon, famoso economista francese, direttore delle ricerche del CNRS, in una lunga intervista alla Revue des Livres. A proposito delle forze che stanno per scatenarsi, ecco cosa prevede:</p>
<p>«Se, come si poteva prevedere dal 2010 col lancio dei piani di austerità coordinati, lo scacco annunciato conduce ad un’ondata di default sovrani, seguirà immediatemente il collasso del sistema bancario (o li precederà, per semplice effetto d’anticipazione degli investitori); e questo, contrariamente a quello del 2008, sarà irrecuperabile, perchè gli Stati (che hanno salvato le banche nel 2008, ndr) sono finanziariamente a terra. Allora non resterà altra alternativa che l’emissione monetaria massiccia, oppure l’esplosione della zona euro se la Banca Centrale Europea (e la Germania) rifiutano questa prima soluzione.</p>
<p>«In un week-end cambierà letteralmente il mondo e vedremo cose inaudite: re-instaurazione del controllo sui capitali, nazionalizzazioni-lampo o addirittura requisizioni di banche, riarmo delle Banche Centrali nazionali – misura che segnerà da sè la fine della moneta unica – la dipartita della Germania seguita da qualche satellite, la costituzione di un blocco euro-sud oppure il ritorno alle monete nazionali. Quando avverrà? Nessuno può dirlo con certezza (…) ma tra sei o dodici mesi, quando s’imporrà la constatazione della recessione generale, risultante dalla austerità generalizzata, e gli investitori vedranno salire irresistibilmente le ondate dei debiti pubblici che si supponeva di arrestare con le politiche restrittive, la consapevolezza dell’impasse totale che albeggerà in quel momento porterà gli operatori stessi a dichiarare una ‘capitolazione’, ossia  alla loro fuga massiccia dai mercati-titoli, e per il gioco dei meccanismi di propagazione creati dalla finanza liberalizzata, una dislocazione totale dei mercati dei capitali, in tutti i settori.<span id="more-1423"></span></p>
<p>«E nel frattempo si accumulano le tensioni politiche – fino al punto di rottura? Come ogni soglia critica a livello storico-sociale, non si sa in anticipo dove essa si trova nè cosa ne determina il superamento. La sola cosa certa è che la spossessione generalizzata della sovranità (per opera della finanza come dell’Europa neo-liberale) taglia in profondità i corpi sociali… i corpi sociali aggrediti dal liberalismo finiscono sempre per reagire, e a voltre brutalmente, in proporzione a quello che in precedenza hanno sopportato e accumulato (…). Non si possono lasciare i popoli durevolmente senza soluzione di sovranità – sia nazionale o d’altro tipo – senza che la recuperino a tutta forza e in forme che non saranno belle da vedere.</p>
<p>«… Quella che vien chiamata ‘crisi dell’euro’ non è in prima istanza una crisi monetaria. Una delle stranezze degli eventi attuali è che la moneta europea non viene rifiutata affatto, nè dai residenti della zona nè dagli investitori internazionali, e lo dimostra la paritò euro-dollaro, che a parte qualche fluttuazione, si mantiene. È un fatto: non c’è (per ora) fuga dall’euro. Se ci sarà, sarà come sviluppo terminale di una crisi la cui natura è altra. Quale? La risposta è che si tratta di una crisi istituzionale.</p>
<p>«È il quadro istituzionale della moneta unica, come comunità di politiche economiche, che minaccia di volare a pezzi in seguito a crisi finanziarie aventi come epicentro i debiti pubblici e le banche. Se l’euro esplode, sarà per default sovrani che trascineranno crolli bancari – a meno che questi non vengano prima, per anticipazione dei default sovrani. In ogni caso il cuore della cosa sarà ancora una volta il sistema bancario, e l’impossibilità di lasciarlo andare in rovina, perchè la rovina totale del sistema bancario ci porterebbe in cinque giorni all’equivalente ineconomia dello stato di natura.  Ma ciò non deve significare ‘rimetterlo sui binari per un altro giro’, senza cambiarne le regole.</p>
<p>«Anzi, approfitto per dire che, dopo avermi fatto per lungo tempo paura, la prospettiva di questo collasso quasi quasi mi piace, perchè creerà infine l’occasione di nazionalizzare integralmente il sistema bancario per pura e semplice requisizione (senza indennizzo) (…). Nell’ipotesi del collasso bancario, si tratta di sapere quale sarà – in assenza degli Stati, essi stessi rovinati – l’istituzione capace di organizzare la riattivazione delle banche per far loro riprendere l’attività di fornitura del credito. In questa ipotesi, non ne resta che una: la Banca Centrale Europea. Non dovrà solo assicurare alle banche un sostegno di liquidità (lo sta già facendo) ma liberarle degli attivi svalorizzati e ricapitalizzarle. Inutile dire che, data la scala del settore bancario intero, si tratta di un’operazione di creazione monetaria massiccia a cui bisognerà consentire. La BCE è pronta a questo? Sotto l’egemonia tedesca, direi di no. Ma l’urgenza estrema di restaurare nella loro integrità gli incassi monetari e di ristabilire il funzionamento del sistema di pagamenti richiederà un’azione ‘in giornata’! Significa che le lunghe tergiversazioni per ‘parlare ai nostri amici tedeschi’ o rinegoziare un trattato, saranno sparite dalla lista delle soluzioni pertinenti. Di fronte a quelli che si devono identificare come interessi vitali del corpo sociale, uno Stato, di fronte al non-volere della BCE, prenderebbe immediatamente la decisione di riarmare la propria Banca Centrale per farle emettere moneta in quantità sufficiente e ricostituire al più presto un troncone di sistema bancario capace di operare. La Germania, osservando nella zona una o due fonti di creazione monetaria fuori controllo, ossia di euro impuri suscittibili di corrompere gli euro puri di cui la BCE ha sola il privilegio di emissione, decreterebbe immediatamente l’impossibilità di restare in una tale ‘unione’ monetaria divenuta anarchica e l’abbandonerebbe subito, per rifare un blocco con qualche seguace selezionato sul momento (Austria, Olanda, Finlandia, Lussemburgo). Quanto alle altre nazioni, dovranno allora scegliere fra ricostituire un blocco alternativo oppure tornare ciascuna al proprio destino monetario; la Francia cercherà in tutti i modi di imbarcarsi con la Germania, senza la minima sicurezza di essere accettata a bordo (…)».</p>
<p>Tratto da: <a href="http://www.informarexresistere.fr/2012/01/10/e-il-crollo-di-un-mondo-forze-immense-stanno-per-scatenarsi/#ixzz1jCRxx17v" target="_blank">È il crollo di un mondo. Forze immense stanno per scatenarsi | Informare per Resistere</a></p>
<p>Se volete leggere la versione originale francese:<br />
<a href="http://www.revuedeslivres.fr/%C2%AB-nous-assistons-a-l%E2%80%99ecroulement-d%E2%80%99un-monde-des-forces-immenses-sont-sur-le-point-d%E2%80%99etre-dechainees-%C2%BB-entretien-avec-frederic-lordon/" target="_blank">«Nous assistons à l’écroulement d’un monde, des forces immenses sont sur le point d’être déchaînées», entretien avec Frédéric Lordon</a></p>
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		<item>
		<title>analisi sull&#8217;islanda - la rivoluzione delle pentole</title>
		<link>http://www.webmov.org/wpress/2011/09/14/analisi-sullislanda-la-rivoluzione-delle-pentole/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 21:18:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>max</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cose buone dal mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno studio approfondito della situazione islandese, il suo processo, i suoi sbocchi. Dal sito milanese del Partito Umanista:
 http://www.pumilano.it/economiaumanista/2011/09/islanda-rivoluzione-delle-pentole/
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno studio approfondito della situazione islandese, il suo processo, i suoi sbocchi. Dal sito milanese del Partito Umanista:<br />
<a href="http://www.pumilano.it/economiaumanista/2011/09/islanda-rivoluzione-delle-pentole/" target="_blank"> http://www.pumilano.it/economiaumanista/2011/09/islanda-rivoluzione-delle-pentole/</a></p>
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		<title>intervista al fisico angelo baracca su fukushima</title>
		<link>http://www.webmov.org/wpress/2011/08/16/intervista-al-fisico-angelo-baracca-su-fukushima/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Aug 2011 16:55:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>max</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<title>Val Susa: la politica e la violenza</title>
		<link>http://www.webmov.org/wpress/2011/07/07/val-susa-la-politica-e-la-violenza/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Jul 2011 09:19:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>max</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cose buone dal mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[(tratto da Arcoiris)
Ero in Val Susa, domenica scorsa, con mio figlio sedicenne e suo padre, attivista ambientalista da tutta la vita. Ho dormito la sera prima nella casa di una famiglia della zona, così da essere già nei pressi all’indomani e non fare una levataccia; ho cenato con una coppia di abitanti valsusini doc, persone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(tratto da <a href="http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Lettere&amp;op=esteso&amp;id=8015" target="_blank">Arcoiris</a>)</p>
<p>Ero in Val Susa, domenica scorsa, con mio figlio sedicenne e suo padre, attivista ambientalista da tutta la vita. Ho dormito la sera prima nella casa di una famiglia della zona, così da essere già nei pressi all’indomani e non fare una levataccia; ho cenato con una coppia di abitanti valsusini doc, persone cordiali, spiritose, civili e bene informate sullo scempio che da qui a un ventennio, se andranno avanti i lavori, sconvolgerà la vallata con un’opera che, fatte le debite proporzioni, è più pericolosa, dispendiosa e inutile delle Piramidi dell’antico Egitto, che almeno sono lì a dirci dell’arroganza prometeica del potere ma non sono state una iattura così feroce per la natura circostante.</p>
<p>Ho visto la cura organizzativa, non semplice da realizzare e non scontata, da parte dei comitati No Tav, che ha come logo un vecchietto dignitoso e arrabbiato che si appoggia al suo bastone, una figura che nulla ha da spartire con l’immaginario della retorica eroica, violenta e sanguinosa di chi come sedicente strumento di lotta sceglie di armarsi in assetto di guerra e pianifica programmaticamente lo scontro con la polizia.</p>
<p>Non importa lo scenario, a chi trasloca la guerriglia nelle pratiche di movimento: si va a cercare di sfasciare la testa al celerino allo stadio come davanti all’FMI, al G8 in tour per il mondo come in Val Susa, senza dialogare con chi pacificamente costruisce porta a porta il consenso e non confonde gli obiettivi della mobilitazione con il proprio protagonismo.</p>
<p>Ho camminato per ore sotto il sole cocente che mi ha bruciato le spalle stando fianco a fianco con sindaci, amministratrici e amministratori con fascia tricolore sulle magliette, che hanno aperto l’interminabile fiume umano impossibile da contare, ma di certo non inferiore alle 60 mila persone.<br />
<span id="more-1417"></span><br />
Dietro a loro centinaia di carrozzine spinte da padri e madri, spesso muniti di zainetto con dentro i fratellini e le sorelline più piccole, e per mano o intorno i più grandi.</p>
<p>Il servizio d’ordine scandiva con chiarezza i ringraziamenti a chi si univa mano a mano al serpentone di corpi, ma ho sentito più volte affermare anche con un’ironia ferma e precisa ai figuri neri che più volte hanno cercato di infiltrarsi alla testa del corteo: “ Questo è l’unico corteo autorizzato dai comitati, ci sono famiglie e bambini, quindi chi non si adegua se ne vada, gli ‘zii’con i caschi fuori, qui non vi vogliamo”. Eppure alla fine chi non c’era e guarda la tv riceve negli occhi solo le scene di violenza, sangue e fumo, e le parole stanno a zero.</p>
<p>Un risultato certo e matematico il protagonismo egoista e tracotante che si veste di nero e si copre il volto ce l’ha sempre: oscurare le ragioni dei comitati pacifici, offrire alibi alla stampa per non parlare dei contenuti, togliere aria e spazio a chi lavora nel quotidiano con la forza delle parole, della documentazione e delle intelligenze individuali e collettive che costruiscono alternative possibili.</p>
<p>Le popolazioni offese dallo scempio annunciato della Tav hanno avversari potenti: gli interessi economici governativi, l’ottusità complice di parte del maggiore partito di opposizione, la minoranza violenta che fa del turismo bellico la sua sola ragione di esistenza. Di quest’ultimo pericolo i movimenti devono ragionare e presto: la storia recente dell’Italia insegna che offrire consenso anche minimo e sottovalutare il fascino della violenza come pratica di lotta, specialmente presso le giovani generazioni,  brucia le ragioni politiche, cancella pezzi di generazioni, sottrae energie dalla condivisione del cambiamento. Vandana Shiva, madre dei movimenti per una diversa e possibile globalizzazione, ha scritto: La pace non si creerà dalle armi e dalla guerra, dalle bombe e dalla barbarie. La violenza non si contiene propagandandola. La violenza è diventata un lusso che la specie umana non può più permettersi, se vuole sopravvivere. La nonviolenza è diventata un imperativo per la sopravvivenza.” Ricordarlo e dirlo forte e chiaro, prendendosi la responsabilità di questa scelta, non è un’optional.</p>
<p>Monica Lanfranco</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>val di susa - oggi 27 giugno</title>
		<link>http://www.webmov.org/wpress/2011/06/27/val-di-susa-oggi-27-giugno/</link>
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		<pubDate>Mon, 27 Jun 2011 21:09:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>max</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<category><![CDATA[tav val di susa]]></category>

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		<description><![CDATA[resoconto dettagliato dell&#8217;attacco alla Maddalena, visto dalla barricata dell&#8217;autostrada, soprannominata Stalingrado.
sono le 4 e 40 quando quella specie di dormiveglia vigile che ci siamo concessi per un paio d&#8217;ore viene spazzato via dai botti dei fuochi d&#8217;artificio che danno l&#8217;annuncio: arrivano!
finchè non lo vivi non riesci a capire cosa vuol dire essere svegliato nel cuore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>resoconto dettagliato dell&#8217;attacco alla Maddalena, visto dalla barricata dell&#8217;autostrada, soprannominata Stalingrado.<br />
sono le 4 e 40 quando quella specie di dormiveglia vigile che ci siamo concessi per un paio d&#8217;ore viene spazzato via dai botti dei fuochi d&#8217;artificio che danno l&#8217;annuncio: arrivano!<br />
finchè non lo vivi non riesci a capire cosa vuol dire essere svegliato nel cuore della notte, doverti preparare in fretta e furia per fronteggiare un attacco imminente.<br />
arriviamo di corsa nel piazzale dove tutti si stanno organizzando per fronteggiare l&#8217;attacco annunciato. decidiamo di scendere alla barricata della centrale elettrica, ma dopo quasi un&#8217;ora di attesa decidiamo di risalire, anche perchè continuano ad arrivare voci di tentativi di sfondamento della polizia sul fronte dell&#8217;autostrada.<br />
arriviamo appena in tempo per vedere Turi, storico esponente della nonviolenza, scavalcare il guardrail ed essere arrestato dai poliziotti. verrà rilasciato a fine mattinata.<br />
dopo alcuni minuti di stallo, arrivano le ruspe e viene richiesta la presenza di quanta più gente possibile sulla barricata.<br />
arriviamo a dare il cambio ai compagni che da quasi 2 ore stanno attaccati alle reti, mentre le ruspe, munite di pinze trancialamiere iniziano a devastare il guardrail. è uno spettacolo penoso vedere le forze dell&#8217;ordine distruggere un&#8217;autostrada per accerchiare poche centinaia di manifestanti, mentre i vigili del fuoco (!!!) usano gli idranti per fare da scudo alle ruspe.<br />
i compagni sul versante della montagna lanciano bucce di verdura, olio e vernice per rallentare il lavoro della ruspa, mentre altri scaricano gli estinori creando un effetto fumogeno.<br />
finito di distruggere il guardrail e le protezioni antirumore, la ruspa prova a divellere la barricata, ma noi non scendiamo e loro non possono rischiare un incidente con la pinza taglialamiere.<br />
per onestà di cronaca devo dire che, sporadicamente, qualche compagno lanciava un sasso verso la ruspa, ma veniva subito fermato dalla maggioranza di manifestanti nonviolenti che si erano ammassati alla barriera dell&#8217;autostrada.<span id="more-1409"></span><br />
iniziano quindi a lanciare lacrimogeni. rimaniamo subito intossicati, e vi racconto questo aneddoto per farvi capire quale pericoloso facinoroso sono: mentre i poliziotti lanciavano i lacrimogeni e i compagni muniti di guanti provavano a restituirli al mittente, mi si avvicina una ragazza con mezzo limone, me lo da e scappa via subito. guardo il limone, ho gli occhi che lacrimano, non riesco a respirare, vomito bile e catarro.. allora mi avvicino a un compagno anche lui munito di limone e gli chiedo: che cosa ci devoi fare con questo??? lui mi guarda come se fossi uno dei muppet e mi dice: ma cazzo, devi mangiarlo!!! io guardo il mio limone, sono evidenti i segni di altri morsi, ma sento i colpi di altri lacrimogeni che arrivano&#8230; chiudo gli occhi, e mordo il limone.<br />
torniamo alla cronaca. cessa il lancio di lacrimogeni e arrivano gli idranti. ormai saremo forse una cinquantina di persone rimaste a presidiare la barricata. gli idranti non hanno molto effetto, anzi ci aiutano a riprenderci dai lacrimogeni.<br />
e qui comincia l&#8217;incredibile. chiudono gli idranti, noi riprendiamo posizione sulla barricata, e i poliziotti iniziano a sparare i lacrimogeni con i fucili (o come diavolo si chiamano). i primi con una parabola alta, per isolare quelli davanti da quelli dietro, poi abbassano la mira e sparano altezza uomo, mirando alla testa. un compagno viene colpito sul casco, io ho appena il tempo di girarmi per gridare di non sparare ad altezza uomo e vengo colpito al braccio sinistro. devo dire che fa male, ma è sopportabile. in testa però forse ti ammazza.<br />
il lancio di lacrimogeni è fittissimo, lo fanno per disperderci, ma anche per creare una cortina di fumo fra loro e noi. e da questa cortina sputa la pinza della ruspa che sfonda la barricata. l&#8217;operatore sulla ruspa non poteva assolutamente vedere se sulla barricata c&#8217;era qualche manifestante. ha sfodato la barricata alla cieca, senza sapere se noi ci fossimo dispersi o meno.<br />
ma in un gruppo di circa dieci persone eravamo ancora li e solo il caso ha evitato che venissimo travolti.<br />
dissipatosi il fumo la ruspa apre decisamente un varco nella barricata.<br />
a questo punto siamo solo cinque o sei manifestanti. i poliziotti avanzano a testuggine. io, che ho il viso scoperto e sono senza alcun tipo di protezione, alzo le mani e inizio a ritirarmi. ripeto gridando &#8220;arretriamo lentamente, arretriamo lentamente&#8221; non avrò il tempo di dirlo una terza volta: un poliziotto fa uno scatto in avanti e mi da due manganellate. schivo la prima, ma la seconda mi colpisce in pieno viso, sul naso. inizia a colare tantissimo sangue, riesco a non cadere e a girarmi. scappo, corro verso le barricate, che ora sono un ostacolo alla nostra ritirata. scavalchiamo e corriamo verso l&#8217;infermeria, dove Ugo mi medica come può. lascio il posto agli altri feriti e andiamo verso i bagni dell&#8217;azienda agricola. abbiamo appena il tempo di entrare che arriva la carica, ci sono lacrimogeni dappertutto, li tirano anche dentro il bagno. scappiamo verso l&#8217;infermeria, sperando che la risparmino. niente. arrivano i lacrimogeni anche sull&#8217;infermeria, la evacuiamo di corsa appena prima della carica.<br />
ormai è un&#8217;inutile massacro, ci hanno disperso, hanno il controllo del presidio, ma continuando a caricare e a sparare lacrimogeni nelle roulotte, nelle cucine, sulle tende.<br />
scappiamo dove non possono raggiungerci, sui sentieri di montagna verso Ramat, dove arriveremo almeno un&#8217;ora e mezza dopo, e dove ci aspettano le auto per fare spola verso la bassa valle e un&#8217;ambulanza (solo una!) che medica i primi feriti.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>#SpanishRevolution [ITA]</title>
		<link>http://www.webmov.org/wpress/2011/06/08/spanishrevolution-ita/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Jun 2011 13:45:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>max</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Cose buone dal mondo]]></category>

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		<description><![CDATA[
#SpanishRevolution [ITA] from mikelee on Vimeo.
Un video sottotitolato in italiano che spiega un po&#8217; quello che sta avvenendo nelle piazze spagnole nell&#8217;ultimo mese.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/24680188?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" width="534" height="400" frameborder="0"></iframe>
<p><a href="http://vimeo.com/24680188">#SpanishRevolution [ITA]</a> from <a href="http://vimeo.com/user7251435">mikelee</a> on <a href="http://vimeo.com">Vimeo</a>.</p>
<p>Un video sottotitolato in italiano che spiega un po&#8217; quello che sta avvenendo nelle piazze spagnole nell&#8217;ultimo mese.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>14 maggio - Sesto per Mille - Fatta l&#8217;Italia rifacciamo gli italiani</title>
		<link>http://www.webmov.org/wpress/2011/05/18/sesto-per-mille-fatta-litalia-rifacciamo-gli-italiani/</link>
		<comments>http://www.webmov.org/wpress/2011/05/18/sesto-per-mille-fatta-litalia-rifacciamo-gli-italiani/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 May 2011 19:49:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>max</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Dialogo fra culture]]></category>

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]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/RPyp27SMr_0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<item>
		<title>senza commenti&#8230;</title>
		<link>http://www.webmov.org/wpress/2011/04/04/senza-commenti/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 16:28:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>max</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Nuovo Umanesimo]]></category>

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		<title>video-clip del partito umanista spagnolo</title>
		<link>http://www.webmov.org/wpress/2011/02/22/video-clip-del-partito-umanista-spagnolo/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 23:07:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>max</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attività internazionali]]></category>

		<category><![CDATA[Campagna a favore del disarmo nucleare]]></category>

		<category><![CDATA[silo]]></category>

		<category><![CDATA[umanista]]></category>

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		<description><![CDATA[
Vedi anche il loro canale:
http://www.youtube.com/user/unomasunonoesdos
e http://unomasunonoesigualados.blogspot.com/
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="YouTube video player" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/VPuKlrTCoWM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
Vedi anche il loro canale:<br />
http://www.youtube.com/user/unomasunonoesdos<br />
e http://unomasunonoesigualados.blogspot.com/</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Estratto dalla puntata di Report CONSUMATORI DIFETTOSI 12-12-10</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Dec 2010 11:21:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dannyfour</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<category><![CDATA[altraeconomia]]></category>

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Estratto dalla puntata di Report CONSUMATORI DIFETTOSI 12-12-10
ANDATA IN ONDA DOMENICA 12 DICEMBRE 2010
DI Michele Buono, Piero Riccardi
qui il video integrale:
http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-d34b9d93-2ee7-4728-bde2-9e8c1358254a.html
Alcuni testi della puntata e i link di riferimento:
MAURIZIO PALLANTE SAGGISTA
La crescita avvenendo in un contesto di concorrenza nazionale e internazionale impone che vengano adottate delle tecnologie che riducono il numero degli occupati a parità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/XrB5_LIvbNY" frameborder="0"></iframe><br />
Estratto dalla puntata di Report CONSUMATORI DIFETTOSI 12-12-10</p>
<p>ANDATA IN ONDA DOMENICA 12 DICEMBRE 2010<br />
DI Michele Buono, Piero Riccardi<br />
qui il video integrale:<br />
http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-d34b9d93-2ee7-4728-bde2-9e8c1358254a.html</p>
<p>Alcuni testi della puntata e i link di riferimento:<br />
MAURIZIO PALLANTE SAGGISTA<br />
La crescita avvenendo in un contesto di concorrenza nazionale e internazionale impone che vengano adottate delle tecnologie che riducono il numero degli occupati a parità di produzione.<br />
Nel 1960 il prodotto interno lordo ha avuto un certo valore, poco importante, la popolazione italiana era composta da 47 milioni di abitanti, gli occupati sono stati 20 milioni e 200 mila. Nel 1999 il prodotto interno lordo era aumentato rispetto al 1960 del 360 percento a prezzi costanti. La popolazione era passata da 47 a 58 milioni di abitanti, gli occupati sono stati 20 milioni e 400 mila. In valori assoluti praticamente non sono aumentati, ma siccome la popolazione è aumentata di 11 milioni di abitanti sono diminuiti in percentuale. Allora, la crescita non crea occupazione.<br />
<span id="more-1382"></span><br />
SERGE LATOUCHE ECONOMISTA<br />
Il lavoro è una variabile d’aggiustamento, le imprese devono realizzare i profitti, il valore<br />
dell’azione deve aumentare sempre e se i costi non permettono di realizzare degli utili si comprimono sempre di più i salari per liberare i profitti. Ma se si riducono i salari come fanno allora le persone a consumare? Inizia così una specie di crescita perversa insieme a un paradosso, diminuiscono i salari e nello stesso tempo il prodotto continua ad aumentare. E’ a questo punto che comincia uno sviluppo delle diseguaglianze enorme, per esempio nella ripartizione del prodotto interno lordo un dieci per cento circa si sposta dai salari alle imprese,<br />
agli azionisti. E per continuare ad alimentare la crescita inizia uno sviluppo notevole del<br />
credito, si spingono le persone a indebitarsi per consumare. Si tratta di una crescita fittizia, legata alla speculazione. E il benessere, come qualità di vita per la popolazione, non aumenta più.</p>
<p>MICHELE BUONO<br />
Possono convivere un indicatore di benessere europeo e il PIL?<br />
FRAN CO RUSSO GIURISTA FORUM SOCIALE EUROPEO<br />
E’ impossibile perchè non si possono trovare nuovi indicatori economici cioè nuovi parametri per valutare appunto l’attività produttiva se al centro rimane l’impresa e il mercato perché naturalmente l’impresa e il mercato hanno al centro il profitto, hanno al centro la competizione.</p>
<p>ROB HOPKINS – TRANSITION TOWN TOTNES<br />
Allora io dico, cominciamo noi. Mettiamoci insieme e creiamo una forza nel luogo in cui viviamo.</p>
<p>ANDREAS TEUCHERT – TRANSITION TOWN KREUTZBERG BERLINO<br />
Facciamo sui 100, 150 pani a seconda dell’ordinazione. E questo pane viene dato in cambio di<br />
un’offerta, o anche gratis. Anche questi cereali li abbiamo ricevuti gratis. È un’economia non commerciale, del contributo. Si dà e si riceve in cambio qualcosa.<br />
http://transitionitalia.wordpress.com/</p>
<p>STEFANO CAGNIN – BILANCI DI GIUSTIZIA<br />
Il risparmio che c’è da una parte lo si va ad investire in altre cose che sono anche quelle che ti danno anche la… diciamo, un po’ di felicità, cioè, no un po’ di felicità, la felicità dell’essere umano, insomma.<br />
http://www.bilancidigiustizia.it/index.php</p>
<p>NICOLAS DENIS – BINARIO ETICO<br />
Il nostro lavoro consiste nel recuperare questi oggetti che commercialmente parlando hanno un ciclo di vita di tre anni, quando possono funzionare tranquillamente, parlando solo di monitor, per una quindicina di anni. Con una decina di portatili riusciamo a ricostruire due o tre portatili funzionanti.<br />
http://www.binarioetico.org/</p>
<p>CINZI A CIMINI – PRESIDENTE MAG MUTUA AUTOGESTIONE ROMA<br />
Noi non abbiamo chiesto a loro ma non chiediamo mai a nessuno garanzie tradizionali bancarie classiche, quello che chiediamo, invece, è che ci sia, attorno al progetto, una rete fiduciaria, una rete di relazioni, di soggetti, di altre organizzazione che, come noi, e come chi ci propone il<br />
progetto da finanziare, sia interessato alla buona riuscita, all’esistenza di una iniziativa di questo tipo.<br />
http://www.microcredito-roma.org/</p>
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