Associazioni e cantanti, insieme per realizzare il simbolo della pace
PRESIDIO-EVENTO DI SOLIDARIETA’
CON IL POPOLO TIBETANO
Sabato 19 aprile 2008 ore 17.00, p.zza Duomo

Sabato 19 aprile alle ore 17 in piazza Duomo le associazioni Students for a free Tibet, Centro delle Culture, la Casa del Tibet e Italia-Tibet, insieme alla Nazionale Italiana Cantanti, organizzano un evento di solidarietà con il popolo tibetano per ribadire il proprio sì alla pace e al dialogo tra i popoli.
Obiettivo dell’evento è riportare l’armonia tra la comunità tibetana e quella cinese. Per questo a ogni partecipante verrà offerto un palloncino colorato e chiesto di unirsi alla creazione di un grande simbolo della pace umano con i colori della bandiera del Tibet. Dopo la creazione del simbolo, i palloncini verranno liberati rappresentando simbolicamente la speranza della risoluzione di questo e di tutti i conflitti.
Durante l’evento sarà letto il messaggio di pace che il Dalai Lama ha rivolto alla Cina e al mondo e verrà esposta una gigantesca bandiera tibetana.
Mentre la fiaccola olimpica prosegue il suo viaggio verso la Cina, tra manifestazioni represse, censure, imbarazzanti silenzi dei governi e violazioni dei diritti umani, l’evento vuole dare voce al dialogo e alla nonviolenza come unica soluzione ai tanti conflitti che ancora affliggono il nostro pianeta.
Siete tutti invitati ad intervenire partecipando alla creazione del simbolo della pace.
Promuovono:
Students for a free Tibet
Centro delle Culture Milano
Nazionale Italiana Cantanti
Casa del Tibet
Associazione Italia-Tibet
Per informazioni e adesioni:
Dhundup Chomphel Gelek
Presidente Students for a Free Tibet
cell. 3477922346
sft-italia@hotmail.it
www.studentsforafreetibet.org
stefylimbiate on aprile 14th 2008 in Dialogo fra culture
Asili Milano: Accolto Ricorso Immigrata Su Iscrizione
(AGI) - Milano, 11 feb. - Il tribunale civile di Milano ha accolto il ricorso presentato da una mamma marocchina, immigrata a Milano, contro la circolare del Comune che aveva vietato l’iscrizione alle scuole materne dei bambini figli di immigrati irregolari. Il giudice Claudio Marangoni, secondo l’avvocato della donna marocchina, ha quindi riconosciuto il carattere discriminatorio di quella disposizione, che nelle scorse settimane aveva fatto molto discutere.
(REPUBBLICA)”La donna, che ha chiesto l´anonimato, vive a Milano dal 1993 ma dopo una decina d´anni da regolare, quando è rimasta incinta del primo figlio (che ora frequenta l´elementare) ha perso il lavoro e, di conseguenza, il permesso di soggiorno. Ora che la seconda figlia ha l´età per andare alla materna si è scontrata con la circolare dell´assessore Moioli. La signora, che mantiene i figli da sola da quando il marito è tornato nel paese d´origine, si è rivolta al tribunale dei minori per riavere il permesso di soggiorno, ma è difficile che lo ottenga entro la data fissata dal Comune (29 febbraio). Quindi ha deciso di far ricorso a Palazzo Marino. «Non è stato facile convincerla - spiega l´avvocato - . I clandestini hanno sempre il timore di essere espulsi. Ma lei non è la sola in questa condizione. Il problema è che non tutti gli irregolari sanno di avere il diritto di fare causa. ”
(ADKRONOS/IGN) “il giudice inoltre ”ordina al Comune di Milano la cessazione del suddetto comportamento discriminatorio e la rimozione dei suoi effetti”
stefylimbiate on febbraio 11th 2008 in Cose buone dal mondo, Dialogo fra culture
GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE PER MIGRANTI
SABATO 1 DICEMBRE
ORE 11.00 - PIAZZA CORDUSIO, MILANO
Cittadini migranti e nativi saranno presenti sabato 1 dicembre dalle ore 11.00 in piazza Cordusio a Milano davanti al ufficio delle Poste per esigere:
L’ANNULLAMENTO DEL PROTOCOLLO CON POSTE ITALIANE PER LA REGOLARIZZAZIONE DEI MIGRANTI PRESENTI SUL TERRITORIO
Da due anni i/le migranti sono costretti a pagare 72 euro per rinnovare il permesso di soggiorno. Il protocollo tra lo Stato e le Poste è solo un grande affare per le Poste e le casse dello Stato. Questo accordo deve finire!
E’ necessario trasferire tutte le pratiche dalle questure e dalle Poste ai Comuni perché finalmente i permessi di soggiorno siano una normale certificazione amministrativa.
Il decreto flussi è una farsa. Annunciare posti di lavoro per chi si trova nel proprio Paese d’origine significa fingere di non vedere che i/le migranti che presentano domanda sono già in Italia, lavorano ma non hanno diritti. Chiediamo una regolarizzazione che faccia uscire dalla “clandestinità” i/le migranti presenti sul territorio nazionale.
La legge Bossi-Fini è ancora in vigore e questo governo non sembra avere la volontà di abrogarla, né di superarne gli aspetti più discriminatori che provocano il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei/delle migranti.
Vogliamo una legge che garantisca diritti e dignità ai cittadini e alle cittadine immigrati/e!
Jorge Carazas cell. 320 0118441
stefylimbiate on novembre 25th 2007 in Dialogo fra culture
Restano in carcere i sette pescatori tunisini accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per aver salvato 44 migranti naufragati a una trentina di miglia da Lampedusa. Mentre una vasta rete di associazioni che vanno dalla Rete antirazzista siciliana alla piattaforma dell’associazionismo euro-mediterraneo sull’immigrazione Migreurop, preparano una manifestazione davanti alla
Prefettura di Agrigento, venerdì 7 settembre alle 11:00, il caso continua a rimbalzare sui mass media internazionali.
Colpevoli di soccorso. Tra i pescatori arrestati figura anche uno studente di 20 anni che stava aiutando il padre, prima dell’inizio dell’anno scolastico. L’8 agosto salvarono la vita a 29 uomini, 11 donne (di cui una al nono mese di gravidanza) e due bambini piccoli, di cui uno poliomielitico, prendendoli a bordo dei motopescherecci. Il comandante Jenzari avvisò immediatamente del salvataggio le autorità tunisine, che ne informarono il Centro di coordinamento del soccorso marittimo di Roma, che girò l’Sos alla nave della Marina Vega perché prestasse soccorso medico ai passeggeri. Scortati fino a Lampedusa da due motovedette della Guardia costiera italiana e da una della Guardia di Finanza, i sette vennero quindi arrestati in flagranza di reato. (fonte peacereporter)
MA DICO! Vogliono con questo probabilmente scoraggiare qualsiasi tentativo dei pescatori di aiutare i profughi, condannando in questo modo i naufraghi a morte certa. Complimenti…
stefylimbiate on settembre 10th 2007 in Dialogo fra culture
In 7 mesi solo 30.000 domande evase su 560.000
Le associazioni sotto firmatarie riunite nella rete “Cittadini di fatto” denunciano la grave situazione venutasi a creare a causa delle lungaggini alle Poste nell’evadere le pratiche di richiesta di permesso di soggiorno.
Nei 7 mesi trascorsi - da quando cioè è stata stipulata la convenzione tra Ministero dell’Interno e Poste Italiane sul disbrigo delle pratiche di richiesta di permesso di soggiorno - a fronte di 560.000 domande presentate, solo 34.000 permessi elettronici sono in corso di lavorazione. Tra questi, meno di 10.000 sono a oggi consegnabili e circa 13.000 sono già stati inviati alle questure. Cioè soltanto poco più del 2% del totale delle domande presentate!
Dopo le difficoltà già sopportate a suo tempo dai cittadini immigrati in caccia dei kit postali per la richiesta di permesso, si è ora di fronte a nuovi problemi e rallentamenti inammissibili: software poco flessibili e inadatti alla gestione di simili pratiche, quesiti poco chiari e evidentemente contraddittori, leggi male interpretate e form impossibili da completare. Tutto ciò ha causato la presentazione di domande incomplete o irregolari difficilmente integrabili o correggibili a posteriori.
Nel silenzio e nel disinteresse generale, sembra che le istituzioni non si rendano conto di avere a che fare con esseri umani che dipendono da questo pezzo di carta per lavorare, studiare, muoversi e curarsi, in definitiva per vivere. Un fenomeno dall’enorme portata anche in termini numerici. Tanto per comprenderne l’ampiezza, è come se l’intera cittadinanza di Firenze non potesse disporre di alcun tipo di documento.
Per richiamare l’attenzione pubblica su un tema che tocca centinaia di migliaia di persone aventi diritto al permesso di soggiorno, le comunità di immigrati e le associazioni riunitesi nella rete “Cittadini di fatto” organizzeranno prossimamente un presidio davanti all’ufficio centrale delle Poste di Milano in Piazza Cordusio.
Per informazioni e adesioni:
e-mail: cittadinidifatto@gmail.com
Elisa Raffo 3396587762
Ass. Pakaritambo, Ass. Sunugal, Ass. Cultural de Chile, Centro delle culture, Ass Al Oussal, Ass. Insieme per la pace, Coop Studio 3R, Ass Todo Cambia,
stefylimbiate on maggio 26th 2007 in Dialogo fra culture
Con il coordinamento pace di limbiate stiamo organizzando questo evento. Noi ci occupiamo nella giornata del 20 maggio della cena multietnica, delle danze (anche io faro’ danza del ventre…) e dello spazio video.
clicca x vedere il PROGRAMMA
Siete tutti invitati
“20-27 aprile 2007″
SETTIMANA EUROPEA DEL DIALOGO
I Centri delle Culture di tutta Europa dedicano una settimana al dialogo tra tutte le culture che convivono sul suolo europeo.
Progressivamente la Regione Europea sta prendendo forma, attraverso la progressiva integrazione politica, economica e culturale dei paesi che costituiscono questo continente. Gli stati nazionali stanno delegando la loro capacità di decisione a norme comuni, unendo i loro destini in un’identità comune.
Nel cammino verso la mondializzazione, la formazione di regioni è un passo avanti in un processo nel quale l’Europa sta servendo da riferimento per altre regioni in formazione.
Storicamente, la formazione dei paesi europei è stata la conseguenza di differenti migrazioni di popoli che alla ricerca di migliori condizioni di vita, si stabilirono in questi territori, per dare forma, col trascorrere della storia, agli attuali paesi.
Il punto di unione più importante tra i differenti paesi che formano una regione è la loro cultura. Riferirsi a regioni dunque, significa riferirsi a culture. per maggiori info
www.centrodelleculture.org
stefylimbiate on aprile 22nd 2007 in Dialogo fra culture