Archive for the 'Il Balzo' Category

Gelmini:Non è cambiato nulla!

Giovedì 11 dicembre c’è stato un incontro ( sintesi ) tra rappresentanti del governo e sindacati a proposito dei provvedimenti attuativi della legge n.133/08.
Dal punto di vista mediatico le notizie che sono state soprattutto date sono due: la riforma delle superiori slitta di un anno e il maestro unico sarà “facoltativo”.
Pensare che questo sia un successo ha dei grossi limiti. Cerchiamo di capire perché.

I tagli previsti dalla legge 133/08 permangono.

Lo slittamento della riforma delle superiori di un anno non vuol dire che non ci sarà, ma solo che è stata rinviata. Dei 14.187 tagli nella scuola superiore previsti dal Piano programmatico per il prossimo anno, solo 3.300 riguardano le modifiche all’ordinamento delle scuole superiori, il resto sono tagli che possono essere tranquillamente fatti senza regolamenti attuativi. Il rischio reale è che i 3.300 tagli delle superiori vengano “rimodulati” sulla scuola elementare e sulla scuola media.

La legge 169/08 non prevede l’obbligo dell’attivazione di classi a 24 ore settimanali con un solo insegnante, ma nel Piano programmatico si legge chiaramente che più classi a 24 ore verranno attivate, meno i tagli previsti incideranno su tutto il resto della scuola elementare, non solo sulle classi prime del prossimo anno. Immaginiamo allora che nessun genitore richieda il prossimo anno l’iscrizione per il proprio figlio a una classe a 24 ore, cosa accadrà? Non ci saranno tagli il prossimo anno? Dubito. I tagli previsti per il prossimo anno nella scuola elementare sono 16.300, ma per via della “rimodulazione” potrebbero essere anche 18.000, e questo indipendentemente dal numero di richieste a 24 ore. Dobbiamo allora continuare a preoccuparci? Direi proprio di sì.

Per la scuola media vale lo steso discorso, probabilmente taglieranno sul tempo prolungato oppure aumentando il numero di alunni per classe.

Per quanto riguarda le compresenze, sia per il tempo pieno che per il tempo prolungato, non ci sono garanzie, anzi è certo che salteranno, quindi i due modelli verranno decisamente snaturati.

Assegnare due insegnanti per ogni classe a tempo pieno, non è garanzia della contitolarità se verrà imposto per “regolamento”che uno dei due debba essere “prevalente”.

Nel verbale dell’incontro si legge che ” sarà previsto il congelamento per l’a.s. 2009/2010 dell’incremento del numero massimo di alunni per classe” e poi?

Del personale ATA nessuno ha parlato, ma non bisogna dimenticare che la riduzione in tre anni sarà del 17% e che il prossimo anno sono previsti 15.200 tagli.

Estratto da un articolo di Mario Piemontese

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stefylimbiate on dicembre 13th 2008 in Il Balzo, Nessun psicofarmaco nelle scuole

DECRETO FLUSSI 2008

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10 Dicembre 2008, n. 288, il tanto atteso Decreto Flussi siglato dal Premier Berlusconi il 4 Dicembre scorso, che regolamenterà i prossimi flussi d’ingresso dei lavoratori extracomunitari.
Tale provvedimento servirà per “smaltire” parte delle 740mila richieste affluite con i click day telematici del 2007.
Sono previste ben 105.400 assunzioni per colf e badanti per assistenza domestica e cura degli anziani, e 44.600 permessi per i lavoratori provenienti da Paesi riservatari per gli Stati che hanno accordi di cooperazione in materia migratoria, per un totale di 150.000 unità.
La quota complessiva suindicata è soddisfatta dalle domande presentate ai sensi del precedente decreto flussi (anno 2007) risultate in esubero.
Il decreto non prevede formalità per i datori di lavoro italiani che dovranno quindi solo controllare lo stato di avanzamento della propria pratica; l’esame degli Sportelli unici per l’immigrazione procede rispettando l’ordine cronologico di arrivo dell’anno scorso.
I “datori di lavoro” stranieri, dovranno, da lunedì prossimo, confermare l’assunzione sul sito del ministero dell’Interno dimostrando al tempo stesso di possedere un permesso “super”, quello rilasciato solo a stranieri regolarmente soggiornanti da oltre 5 anni che rispettano il requisito di reddito previsto (è la ex “carta” di soggiorno).
E’ importante però che il suddetto documento sia stato rilasciato o richiesto entro ieri, 10 dicembre 2008. Il Decreto firmato dal premier Berlusconi il 4 dicembre scorso prevede, infatti, che la carta sia posseduta o che sia stata almeno richiesta alla data di pubblicazione del decreto. Le domande online dei “datori di lavoro stranieri” andranno presentate entro la mezzanotte del 3 gennaio 2009.
Si evidenzia che la quota di 150mila “regolarizzazioni” non esaurirà purtroppo le richieste per colf e badanti che ammontano a oltre 418mila, e tantomeno quelle dei Paesi con accordi (ben 460mila domande). Evidentemente il Governo ha deciso di mettere un freno agli ingressi in considerazione della crisi economica.

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stefylimbiate on dicembre 13th 2008 in Dialogo fra culture, Il Balzo

testo mozione definitiva no allo scudo spaziale in europa

Clicca per scaricare il file audio da Radio Mach 5: punto 3 del consiglio comunale di limbiate del 27/11/2008

Premesso che
-il governo degli Stati Uniti, intende installare una base radar e una base con missili intercettori in Europa, con il particolare interessamento di Polonia e Repubblica Ceca, come parte del sistema di difesa antimissile detto “Scudo spaziale”;
-lo scudo spaziale è un sistema missilistico e uno strumento per il dominio globale attraverso la militarizzazione e il controllo dello spazio;
-l’installazione della base radar in Repubblica Ceca è solo il primo passo che si sta tentando di compiere, ed ha già causato un aumento delle tensioni internazionali e la ripresa della corsa agli armamenti nucleari (con Russia e Cina), ricreando un’atmosfera da “guerra fredda”;
-oltre a Polonia e Repubblica Ceca, stanno partecipando attivamente al programma anche Gran Bretagna ed Italia, quest’ultima coinvolta direttamente in questo piano, avendo da tempo firmato accordi in segreto con gli Stati Uniti d’America;
-tale accordo che, come detto, coinvolge direttamente l’Italia, è stato per la prima volta confermato dal Governo Italiano il 22 Aprile 2007, in una dichiarazione alla Camera dei deputati;
-la stessa acquisizione per 5,2 miliardi di dollari da parte di Finmeccanica dalla DRS, azienda americana leader nell’elettronica militare, sembra essere una conseguenza di tali accordi;
-il resto dei paesi europei non ha, ad ora, espresso pubblicamente alcuna posizione e la stessa Unione Europea non ha una posizione comune.

Considerato
-le innumerevoli proteste in tutto il mondo;
-che la questione non può essere demandata ai singoli stati, perchè non può riguardare evidentemente solo Polonia e Repubblica Ceca, ma tutta l’Europa, che rischia di trasformarsi nel teatro di una possibile guerra nucleare, minacciando la pace e la sopravvivenza stessa dell’umanità;
-la necessità di mettere a conoscenza della cittadinanza le ragioni della protesta attraverso un’adeguata informazione.

Il Consiglio Comunale
-esprime contrarietà al folle progetto dello scudo spaziale, che sta innescando una pericolosa corsa al riarmo nucleare;
-chiede di rendere pubblici i contenuti degli accordi segreti sottoscritti dal governo italiano con quello americano;
-chiede che il governo italiano si faccia portavoce in seno all’Unione Europea per prendere una posizione chiara contro lo scudo spaziale, formulando una ufficiale richiesta all’Unione Europea per “sospendere” momentaneamente i negoziati in materia con l’amministrazione americana, al fine di aprire una profonda e democratica discussione sull’argomento in Europa, con il fine di giungere ad elaborare una posizione comune e condivisa su una questione strategica che riguarda tutto il nostro continente;
-invia al Governo, al Parlamento, al Presidente della Repubblica e alla “Lega dei Sindaci contro il Radar”, recentemente costituitasi in Repubblica Ceca, la sottoscritta mozione del Consiglio Comunale di Limbiate.

Forza Italia - SI per Limbiate Romeo Sindaco - Partito Democratico - Sinistra Riformista - U.D.C. - Alleanza Nazionale - Lega Nord - Città Viva Socialisti Limbiatesi - Rifondazione Comunista - Italia dei Valori

serata sull’economia a limbiate

Qualche foto sulla serata tenutasi a Limbiate (MI) il 19-11-2008 sul tema della crisi finanziaria.

pubblicoGiulioErmesStefaniaRivista Valori

e un simpatico video che spiega l’origine della crisi

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stefylimbiate on novembre 24th 2008 in Attività nei quartieri, Il Balzo

NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO!

Oggi ci troviamo in un contesto storico sociale fortemente disgregato dove il valore principale risiede nel denaro, ma è anche vero che il sistema economico sta crollando e i governi nel tentativo di salvaguardarlo utilizzano le risorse pubbliche a scapito di ciò che è veramente importante, come ad esempio: la formazione degli individui.

L’attuale governo di destra ha intrapreso una serie di provvedimenti strutturali (tra cui il decreto 137, detto anche “decreto Gelmini”) allo scopo di trasformare radicalmente la scuola pubblica senza consultare minimamente gli organi collegiali e le componenti scolastiche. Questo dimostra un’intenzione autoritaria e antidemocratica aldilà dei contenuti della riforma.
Inoltre vuole adeguare la scuola al modello pragmatico, competitivo e privatizzatore del sistema in cui viviamo. Un modello uniformante combattuto da anni di lotta e di ricerca educativa, specialmente in Italia. Questo schema ha come obiettivo la liquidazione della scuola pubblica poiché punta a trasformare l’istruzione e l’educazione in un affare per le “aziende educative” che sostituiranno la “pubblica istruzione”; potrà studiare e formarsi soltanto chi avrà i soldi per farlo e agli altri resterà una scuola pubblica ridotta all’osso, inefficiente e di basso livello qualitativo e formativo.
L’insieme delle proposte legislative finora presentate nasce unicamente da una necessità di tagli economici e non da una reale riflessione pedagogica.
Dal testo del decreto Gelmini emerge chiaramente una visione dell’Essere Umano omologato, inteso come un contenitore vuoto da riempire e da disciplinare a cui non si da voce.

I DATI DELLA RIFORMA

I punti salienti di questa riforma sono:

a) Riduzione della spesa per la scuola pubblica di circa 8 miliardi di euro in tre anni: tagliare i fondi destinati all’istruzione significherà necessariamente abbassarne il livello qualitativo. Come spiegheremo alla nuove generazioni che lo Stato preferisce investire 30 miliardi all’anno per le spese militari e altre decine per il crac economico delle banche? L’eventuale esistenza di sprechi nella scuola non può essere un alibi per i tagli. Questo “risparmio” comporterà drastiche diminuzioni di posti di lavoro (più di 100.000 tra insegnanti e altro personale scolastico).
b) L’introduzione del “maestro unico” nella scuola primaria con un orario ridotto (24 ore settimanali garantite): Invece la presenza di più insegnanti per uno stesso gruppo classe permette di specializzare i singoli insegnanti e di accogliere meglio i bambini, anche quelli con problemi comportamentali e di apprendimento; inoltre abitua il bambino a far riferimento a una pluralità di modelli.
c) Diminuzione del tempo scuola per tutti i livelli d’istruzione: come faranno le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano? Quanto costerà ai Comuni e alle famiglie garantire la permanenza pomeridiana a scuola?
d) L’aumento del rapporto alunni-docenti per classe (0.4 per cento in tre anni, significa fino a 30 studenti per classe): questo renderà ancora più complesso creare una relazione di qualità e di attenzione al singolo. Per necessità si dovrà adottare una disciplina rigida e un’istruzione poco partecipativa, dinamica ed esperienziale.
e) Il rendimento scolastico sarà valutato da voti espressi in numeri e non attraverso un giudizio complessivo: l’adozione dei giudizi corrisponde a un’idea di scuola che va oltre la misurazione e si pone il problema di superare gli ostacoli che il processo di apprendimento può incontrare. Il numero, invece, è un fatto compiuto. Un fatto compiuto anche per un disabile, anche per un migrante, anche per un bambino che vive un momento familiare difficile.
f) Una maggiore importanza alla valutazione del comportamento (voto in condotta) come prevenzione del bullismo: questo decreto suggerisce una concezione prevalentemente repressiva dell’educazione a scapito di quella dialogica su cui si fonda ogni processo di insegnamento davvero motivante. In realtà sappiamo benissimo che i fenomeni di violenza non vengono eliminati da semplici misure repressive. La sanzione, anche quando è necessaria, è pur sempre il segno di un fallimento.

Senza considerare tutte le conseguenze date dal piano programmatico del Ministero dell’Istruzione del 6 agosto 2008 che colpisce a più livelli anche le Università, le scuole medie inferiori, superiori e dell’infanzia con grossi tagli economici che porteranno alla scomparsa di alcuni corsi di Laurea, all’aumento delle tasse a carico degli universitari e a un generale peggioramento della didattica.

Inoltre gli emendamenti xenofobi della Lega che tendono a relegare gli stranieri in classi “speciali” porteranno a una scuola più razzista.
Al contrario, “La via italiana per la scuola interculturale e per l’integrazione degli alunni stranieri” è un documento elaborato da una commissione di specialisti che da anni affrontano questi temi e che hanno prestato gratuitamente la loro competenza al fu Ministero della Pubblica Istruzione nel 2007, dove si trova un valido programma per l’integrazione di persone diverse tra loro, non l’emarginazione delle “categorie sociali” più deboli.
(http://www.pubblica.istruzione.it/news/2007/allegati/pubblicazione_intercultura.pdf).

PROPOSTE
Di fronte a questo attacco insensato alla scuola pubblica rivendichiamo il diritto all’istruzione gratuita per tutti e di buona qualità
Immaginiamo un sistema educativo (più in là della scuola stessa), una comunità che educhi alla socializzazione, alla comunicazione, all’apertura alle diversità e alla libertà. Dove lo studente sia protagonista e costruttore di conoscenza in una comunità solidale, con una visione attiva e plurale della realtà.
Proponiamo a tutti gli individui, gruppi, organizzazioni di promuovere e appoggiare iniziative nonviolente e di disobbedienza civile per opporsi alla distruzione della scuola pubblica. Anche se le misure del governo saranno sempre più violente ed autoritarie crediamo sia importante non reagire con la violenza per evitare un escalation pericolosa.
Inoltre proponiamo la costruzione di una rete permanente per lo sviluppo dell’educazione a cui aspiriamo.
Invitiamo inoltre a firmare la petizione online chiamata “NO AL MAESTRO UNICO” sul sito:
www.retescuole.net

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stefylimbiate on novembre 10th 2008 in Il Balzo

Rimandato a Praga il voto sullo Scudo Spaziale

Parla Jan Tamas, leader del movimento nonviolento contro le basi in Repubblica Ceca.
L’accordo per l’installazione di una base radar in Repubblica Ceca, come parte del progetto statunitense di difesa missilistica, firmato a luglio dal governo ceco, deve ancora essere ratificato dal parlamento.
Intervista a Jan Tamas portavoce del coordinamento Ne zakladnam contro le basi militari USA in Repubblica Ceca e Presidente del Partito Umanista ceco.

Qual e’ la situazione in Repubblica Ceca?
Il 19 ottobre si sono svolte le elezioni regionali e i partiti di destra attualmente al governo hanno subito una sonora sconfitta. I Verdi, che sostengono il governo e appoggiano il progetto dello Scudo Spaziale, non sono riusciti a superare lo sbarramento, mentre Socialdemocratici e Comunisti, contrari alla base radar, hanno registrato un grande successo. Il voto serviva anche a rinnovare un terzo del Senato e anche qui la maggioranza dei nuovi eletti e’ costituita da oppositori della base.

Come ha reagito il governo?
Tentando di forzare i tempi della ratifica da parte del Parlamento dell’accordo con gli Stati Uniti. Nel totale silenzio dei Mass Media, il governo ha cercato di indire la votazione per gli ultimi giorni di ottobre, prima dell’insediamento dei nuovi eletti, ossia facendo votare un parlamento sfiduciato dagli elettori.

Come hanno risposto l’opposizione e il movimento di protesta?
Appena ci siamo accorti del tentativo di colpo di mano, ci siamo messi in contatto con i leader dell’opposizione, concordando con loro una strategia di ostruzionismo in Parlamento, con l’obiettivo di far saltare i tempi per la votazione. Abbiamo poi scritto una lettera a tutti i deputati e senatori, chiedendo loro di non farsi complice di questa manovra e di votare secondo coscienza e non per obbedienza al partito. Abbiamo anche indetto una serie di manifestazioni davanti al parlamento e chiesto alle altre organizzazioni europee con cui siamo in contatto di mandare lettere di protesta all’ambasciata ceca nel loro paese.

Ha funzionato?
Si’: non si e’ votato ne’ alla Camera ne’ al Senato e il Primo Ministro ha annunciato di voler prolungare di altri 60 giorni il dibattito. La nostra speranza e’ che il nuovo Senato respinga ora il trattato. Abbiamo vinto una battaglia importante, ma dobbiamo continuare a mantenere la pressione.

C’e’ stata qualche reazione da parte degli Stati Uniti?
La solita arroganza: il generale Henry Obering, capo dell’Agenzia Americana per la Difesa Missilistica, ha dichiarato che i piani degli Stati Uniti andranno avanti e che non si aspetta cambiamenti di rotta qualunque sia l’esito delle elezioni americane. Non e’ neanche parso preoccupato che la crisi finanziaria possa costringere il governo americano a togliere i finanziamenti al progetto dello scudo.

Quali sono le vostre prossime iniziative?
Il 10 novembre organizzeremo un incontro con i sindaci della regione dove dovrebbe essere installato il radar e una conferenza al parlamento ceco, a cui partecipera’ anche l’europarlamentare Giulietto Chiesa. E’ molto importante per noi far sentire qui la voce dell’Europa, visto che il nostro paese assumera’ la prossima presidenza del Consiglio dell’Unione Europea.

Informazioni e aggiornamenti sulla protesta verranno pubblicate nel sito www.nonviolence.cz
sul sito anche la petizione contro lo scudo spaziale che ha raggiunto 140.000 firme.

Bolivia: 200 mila campesinos occupano La Paz

l parlamento boliviano ha votato a larga maggioranza la legge che approva le modifiche costituzionali e permette la convocazione del referendum sulla nuova costituzione per il 25 gennaio 2009.
I tre principali partiti, il Mas del presidente Evo Morales, l’Un e Podemos, avevano annunciato l’intesa che permetteva di raggiungere in parlamento la richiesta maggioranza dei due terzi ma a sbloccare il braccio di ferro in aula fra il Mas e l’opposizione guidata dai parlamentari del gruppo di destra Podemos eletti nella regione di Santa Cruz ci hanno pensato 200 mila campesinos che il 21 ottobre hanno occupato La Paz.
Mentre in parlamento iniziava il dibattito conclusivo sulla legge, una folla di campesinos appartenenti alle 36 comunità autoctone boliviane, dopo aver percorso a piedi 150 chilometri in otto giorni, raggiungeva la capitale e occupava piazza Murillo, la piazza sulla quale si affacciano il palazzo presidenziale, il parlamento e la cattedrale; occupavano il cuore politico della capitale a sostegno della costituzione varata da Morales e approvata nel dicembre scorso dal solo Mas e per l’approvazione della legge che raccoglieva le modifiche e ne permetterà l’adozione attraverso il referendum.
Molti campesinos provenivano da regioni come quelle di Santa Cruz, Tarija, Pando e Beni, fra le regioni separatiste che, sobillate dell’imperialismo americano, hanno inutilmente tentato di staccarsi dal controllo del governo centrale. Per tutto il pomeriggio e la notte del 21 ottobre i 200 mila dimostranti sono rimasti nella piazza; sul palco si avvicendavano gruppi etnici esibendosi in balli, canti e musiche ma i campesinos tenevano sotto controllo soprattutto la sede del congresso dove la discussione andava avanti a oltranza.
Un assedio che cessava solo dopo che all’alba del 22 ottobre il parlamento raggiungeva l’accordo.
Il gruppo degli oppositori di Santa Cruz era rimasto isolato nel tentativo di bloccare il nuovo testo concordato della costituzione e quindi il referendum di approvazione. L’ultimo nodo sciolto, che ha consentito il via libera dei due terzi dei parlamentari, è stato quello riguardante la questione della rielezione del presidente della repubblica; secondo la versione approvata nel dicembre scorso dal Mas, un candidato poteva essere rieletto due volte a partire dall’entrata in vigore della nuova costituzione nel 2009. La norma puntava a permettere a Evo Morales, eletto nel 2005, di potersi ripresentare per altri due mandati presidenziali. Morales ha fatto un passo indietro e ha accettato di modificare il paragrafo che prevede la possibilità di rielezione per un solo mandato. Le elezioni presidenziali si terranno alla fine del 2009.

29 ottobre 2008

Pubblicato a cura di A. Ronchetti