Archive for the 'Attività internazionali' Category

Striscia di Gaza: L’irrazionale logica della Guerra

guillermo_sullings.jpgI recenti bombardamenti da parte di Israele nella striscia di Gaza, stanno commuovendo il mondo intero, in primo luogo per la quantità di vittime, in secondo luogo per le conseguenze che può dare un escalation bellica, in un mondo che si trova sull’orlo di un disastro nucleare.
La pretesa da parte di Israele, di giustificare questo sanguinoso bombardamento, come parte di una lotta contro gli attacchi di Hamas, non è altro che un nuovo tentativo di voler rendere valido un massacro, per mezzo dell’ipocrita e irrazionale argomento con il quale i prepotenti guerrafondai stanno portando il mondo verso l’ecatombe.
Bisogna ricordare ancora una volta che la crescita del terrorismo negli ultimi tempi è stata in buona parte una conseguenza e una risposta, violenta e anche irrazionale, nel quadro di una spirale di abusi da parte delle potenze belliche verso nazioni più deboli. In questo contesto, pretendere di differenziare la violenza degli eserciti formali, che opprimono e massacrano popoli interi, dalla violenza terroristica che semina morte e orrore, come se la prima fosse legale ed ammissibile e la seconda illegale e riprovevole, fa parte della grande ipocrisia della politica internazionale.
Nel minuscolo territorio della striscia di Gaza vivono, o tentano di sopravvivere, più di un milione e mezzo di palestinesi, cercando di lavorare per quanto possono nella stessa Israele, e sussistendo grazie agli “aiuti umanitari” dell’ONU. Il recente blocco da parte di Israele, con il pretesto di considerarlo territorio ostile perché ospita il terrorismo di Hamas, ha mostrato fino a che punto si cerca di mantenere questa popolazione sotto un permanente ricatto tra premi e castighi. In questa situazione, non ci dobbiamo sorprendere quindi dell’appoggio che i violenti possono avere tra la popolazione.
È bene ricordare anche che la Striscia di Gaza è un territorio che apparteneva all’Egitto, e che Israele ha occupato 40 anni fa, fino a che recentemente è passata a formare parte del territorio controllato dall’Autorità Nazionale Palestinese. Questa forma di procedere, di invadere territori, sia per installarsi definitivamente, che per poi negoziare lente ritirate in cambio di mantenere il controllo e il potere in qualche forma, è la stessa cosa che fanno gli USA e i loro alleati per disciplinare il mondo e gestire le sue risorse naturali.
Non bisogna sorprendersi allora, che di fronte a tali prepotenti azioni, sorgano reazioni ogni volta più mostruose, in seguito alle quali a loro volta i potenti cercano di giustificare l’aumento della loro arroganza, alimentando il circolo vizioso della violenza che ci può portare rapidamente ad una catastrofe nucleare, visto che la maggior parte degli attori dei conflitti in corso nel mondo sono potenze nucleari. E non si deve dimenticare che l’attuale crisi economica internazionale fa diventare più pericoloso l’arrogante, che può trovare nella guerra una “soluzione politica” di una situazione che è sfuggita al suo controllo.
Di sicuro tutti i conflitti del mondo potrebbero essere risolti pacificamente, a condizione che si avanzi verso la concezione di una Nazione Umana Universale, nella quale tutti i paesi si occupino di assicurare che ogni popolo possa svilupparsi, ed abbia un territorio dove lavorare in pace, senza pressioni o ricatti. Bisogna comprendere anche che l’intolleranza culturale e religiosa sono forme di violenza a partire da cui si suole giustificare, con logica irrazionale, le escalation di violenza fisica. Molte cose si dovranno fare perché i popoli  prendano coscienza che in un mondo di intolleranza e di ingiustizia, nessuno potrà vivere in pace. Ma in questa presa di coscienza bisogna iniziare dalle cose più urgenti: decomprimere le situazioni di estrema tensione, e disarticolare i fattori di pressione e ricatto.
Per questo, è fondamentale e prioritario che, in tutto il mondo, le forze d’invasione si ritirino dai territori occupati, e che si inizi subito il disarmo nucleare.
In questo caso particolare, non solamente Israele dovrebbe smettere di attaccare immediatamente il popolo di Gaza, ma in più dovrebbe rivalutare la sua politica intransigente e oppressiva verso il popolo palestinese. Il popolo palestinese, a sua volta, dovrebbe prendere coscienza che è necessario cercare una soluzione attraverso alleanze di pace con altri popoli del mondo, e smettere di credere nell’ostinazione suicida dei violenti.

Guillermo Sullings
Portavoce dell’Umanesimo in Argentina

forum umanista africano a nairobi

haf_logo.jpgLa richiesta piú importante: smettere di spendere inutilmente ogni anno 1400 miliardi di dollari in armi e investire queste ricchezze in modo piú costruttivo: cibo, salute, educazione, sviluppo.
Forum Humaniste Africain
African humanist Forum
Foro humanista Africano
Forum Umanista Africano
e foto

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max on Dicembre 11th 2008 in Attività internazionali

Rimandato a Praga il voto sullo Scudo Spaziale

Parla Jan Tamas, leader del movimento nonviolento contro le basi in Repubblica Ceca.
L’accordo per l’installazione di una base radar in Repubblica Ceca, come parte del progetto statunitense di difesa missilistica, firmato a luglio dal governo ceco, deve ancora essere ratificato dal parlamento.
Intervista a Jan Tamas portavoce del coordinamento Ne zakladnam contro le basi militari USA in Repubblica Ceca e Presidente del Partito Umanista ceco.

Qual e’ la situazione in Repubblica Ceca?
Il 19 ottobre si sono svolte le elezioni regionali e i partiti di destra attualmente al governo hanno subito una sonora sconfitta. I Verdi, che sostengono il governo e appoggiano il progetto dello Scudo Spaziale, non sono riusciti a superare lo sbarramento, mentre Socialdemocratici e Comunisti, contrari alla base radar, hanno registrato un grande successo. Il voto serviva anche a rinnovare un terzo del Senato e anche qui la maggioranza dei nuovi eletti e’ costituita da oppositori della base.

Come ha reagito il governo?
Tentando di forzare i tempi della ratifica da parte del Parlamento dell’accordo con gli Stati Uniti. Nel totale silenzio dei Mass Media, il governo ha cercato di indire la votazione per gli ultimi giorni di ottobre, prima dell’insediamento dei nuovi eletti, ossia facendo votare un parlamento sfiduciato dagli elettori.

Come hanno risposto l’opposizione e il movimento di protesta?
Appena ci siamo accorti del tentativo di colpo di mano, ci siamo messi in contatto con i leader dell’opposizione, concordando con loro una strategia di ostruzionismo in Parlamento, con l’obiettivo di far saltare i tempi per la votazione. Abbiamo poi scritto una lettera a tutti i deputati e senatori, chiedendo loro di non farsi complice di questa manovra e di votare secondo coscienza e non per obbedienza al partito. Abbiamo anche indetto una serie di manifestazioni davanti al parlamento e chiesto alle altre organizzazioni europee con cui siamo in contatto di mandare lettere di protesta all’ambasciata ceca nel loro paese.

Ha funzionato?
Si’: non si e’ votato ne’ alla Camera ne’ al Senato e il Primo Ministro ha annunciato di voler prolungare di altri 60 giorni il dibattito. La nostra speranza e’ che il nuovo Senato respinga ora il trattato. Abbiamo vinto una battaglia importante, ma dobbiamo continuare a mantenere la pressione.

C’e’ stata qualche reazione da parte degli Stati Uniti?
La solita arroganza: il generale Henry Obering, capo dell’Agenzia Americana per la Difesa Missilistica, ha dichiarato che i piani degli Stati Uniti andranno avanti e che non si aspetta cambiamenti di rotta qualunque sia l’esito delle elezioni americane. Non e’ neanche parso preoccupato che la crisi finanziaria possa costringere il governo americano a togliere i finanziamenti al progetto dello scudo.

Quali sono le vostre prossime iniziative?
Il 10 novembre organizzeremo un incontro con i sindaci della regione dove dovrebbe essere installato il radar e una conferenza al parlamento ceco, a cui partecipera’ anche l’europarlamentare Giulietto Chiesa. E’ molto importante per noi far sentire qui la voce dell’Europa, visto che il nostro paese assumera’ la prossima presidenza del Consiglio dell’Unione Europea.

Informazioni e aggiornamenti sulla protesta verranno pubblicate nel sito www.nonviolence.cz
sul sito anche la petizione contro lo scudo spaziale che ha raggiunto 140.000 firme.

Bolivia: 200 mila campesinos occupano La Paz

l parlamento boliviano ha votato a larga maggioranza la legge che approva le modifiche costituzionali e permette la convocazione del referendum sulla nuova costituzione per il 25 gennaio 2009.
I tre principali partiti, il Mas del presidente Evo Morales, l’Un e Podemos, avevano annunciato l’intesa che permetteva di raggiungere in parlamento la richiesta maggioranza dei due terzi ma a sbloccare il braccio di ferro in aula fra il Mas e l’opposizione guidata dai parlamentari del gruppo di destra Podemos eletti nella regione di Santa Cruz ci hanno pensato 200 mila campesinos che il 21 ottobre hanno occupato La Paz.
Mentre in parlamento iniziava il dibattito conclusivo sulla legge, una folla di campesinos appartenenti alle 36 comunità autoctone boliviane, dopo aver percorso a piedi 150 chilometri in otto giorni, raggiungeva la capitale e occupava piazza Murillo, la piazza sulla quale si affacciano il palazzo presidenziale, il parlamento e la cattedrale; occupavano il cuore politico della capitale a sostegno della costituzione varata da Morales e approvata nel dicembre scorso dal solo Mas e per l’approvazione della legge che raccoglieva le modifiche e ne permetterà l’adozione attraverso il referendum.
Molti campesinos provenivano da regioni come quelle di Santa Cruz, Tarija, Pando e Beni, fra le regioni separatiste che, sobillate dell’imperialismo americano, hanno inutilmente tentato di staccarsi dal controllo del governo centrale. Per tutto il pomeriggio e la notte del 21 ottobre i 200 mila dimostranti sono rimasti nella piazza; sul palco si avvicendavano gruppi etnici esibendosi in balli, canti e musiche ma i campesinos tenevano sotto controllo soprattutto la sede del congresso dove la discussione andava avanti a oltranza.
Un assedio che cessava solo dopo che all’alba del 22 ottobre il parlamento raggiungeva l’accordo.
Il gruppo degli oppositori di Santa Cruz era rimasto isolato nel tentativo di bloccare il nuovo testo concordato della costituzione e quindi il referendum di approvazione. L’ultimo nodo sciolto, che ha consentito il via libera dei due terzi dei parlamentari, è stato quello riguardante la questione della rielezione del presidente della repubblica; secondo la versione approvata nel dicembre scorso dal Mas, un candidato poteva essere rieletto due volte a partire dall’entrata in vigore della nuova costituzione nel 2009. La norma puntava a permettere a Evo Morales, eletto nel 2005, di potersi ripresentare per altri due mandati presidenziali. Morales ha fatto un passo indietro e ha accettato di modificare il paragrafo che prevede la possibilità di rielezione per un solo mandato. Le elezioni presidenziali si terranno alla fine del 2009.

29 ottobre 2008

Pubblicato a cura di A. Ronchetti

spot del forum europeo

a me piace molto…

humanistforum.eu

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max on Settembre 15th 2008 in Attività internazionali

Spot appoggio umanista mondiale al processo boliviano

Il 10 agosto si svolgera’ in Bolivia il referendum revocatorio delle piu’ alte cariche dello stato.

Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza

La Marcia Mondiale per la Pace e la non Violenza, promossa da Mondo Senza Guerre, partirà il 2 ottobre del 2009 e in tre mesi attraverserà tutto il pianeta dalla Nuova Zelanda all’Argentina passando per tutti i continenti.

depliant informativo

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Chiediamo a tutti i creativi, tecnici, metodici di proporre progetti, idee grafiche, tecniche, funzionali, etc… per la realizzazione di un sito web per la Marcia Mondiale e di altri strumenti comunicativi quali: adesivi, spot video, musiche, jingles..PARTECIPA inviando le tue proposte!
Video del primo incontro dei creativi della Marcia Mondiale (Barcellona, luglio 2008)