Di quale sicurezza stiamo parlando?

Il cosiddetto “pacchetto sicurezza” è stato approvato dal Senato ed ora passa all’esame della Camera dei Deputati per la definitiva approvazione.
I punti d’interesse per immigrazione e stranieri sono:
Tassa sul permesso di soggiorno: la richiesta di rilascio e di rinnovo del permesso di soggiorno è sottoposta al versamento di un contributo, fra un minimo di 80 e un massimo di 200 euro
Senza il permesso di soggiorno non è possibile ottenere atti di stato civile o accedere ai pubblici servizi
Accordo di integrazione: lo straniero, contestualmente alla presentazione della domanda di  permesso di soggiorno, dovrà sottoscrivere un Accordo di integrazione, articolato per crediti, con l’impegno a sottoscrivere specifici obiettivi di integrazione, da conseguire nel periodo di validità del permesso di soggiorno. La stipula dell’Accordo di integrazione rappresenta condizione necessaria per il rilascio del permesso di soggiorno. La perdita integrale dei crediti determina la revoca del permesso di soggiorno e l’espulsione dello straniero dal territorio dello Stato.
Ricongiungimento familiare: È abrogata la norma che prevede il rilascio del visto per ricongiungimento dopo 180 giorni a decorrere dalla data di presentazione della domanda di nulla osta.
Poligamia: non è consentito chiedere il ricongiungimento con il familiare che è coniugato con un cittadino straniero regolarmente soggiornante con altro coniuge nel territorio nazionale. Chi viola il divieto incorre nella revoca del permesso di soggiorno.
Matrimonio: non è possibile contrarre matrimonio da parte dello straniero sprovvisto di “documento attestante la regolarità del soggiorno nel territorio italiano”.
Cittadinanza: si modifica la legge n. 91 del 1992: il coniuge straniero di cittadino italiano può acquistare la cittadinanza italiana quando, dopo il matrimonio, risieda legalmente da almeno due anni (prima erano 6 mesi) nel territorio della Repubblica.
Tutte le istanze o dichiarazioni di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza sono soggette al pagamento di una tassa di importo pari ad euro 200.
Accesso ai servizi sanitari: e’ abrogato il divieto di segnalare alle autorità di polizia lo straniero non in regola con le norme sul soggiorno che si rivolge alle strutture sanitarie.
Anagrafe: non può disporsi l’iscrizione anagrafica né la variazione se non sono accertate le condizioni igienico-sanitarie dell’immobile in cui il richiedente intende fissare la propria residenza.
È inoltre istituito presso il Ministero dell’interno un apposito registro delle persone che non hanno fissa dimora.
Ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato: lo straniero che fa ingresso, ovvero si trattiene nel territorio dello Stato, in violazione delle disposizioni del testo unico nonché di quelle di cui all’articolo 1 della legge 28 maggio 2007, n. 68, (entra clandestinamente, oppure non chiede il permesso o non effettua la dichiarazione di soggiorno nei tempi di legge, oppure si trattiene dopo la scadenza del permesso o del visto) è punito con l’ammenda da 5.000 a 10.000 euro.
Money transfer: i titolari delle agenzie devono acquisire e conservare per dieci anni copia del titolo di soggiorno se il soggetto che ordina l’operazione è un cittadino extracomunitario. Se il cliente straniero è privo del titolo, i responsabili devono dare comunicazione entro dodici ore all’autorità locale di pubblica sicurezza, trasmettendo i dati identificativi del soggetto. Il mancato rispetto di tale disposizione è sanzionato con la cancellazione dall’elenco degli agenti in attività finanziaria.

Alcuni fatti della cronaca recente
A maggio 2008 a Ponticelli (Napoli) una 16enne romena e’ finita in carcere con l’accusa di tentato rapimento di neonata. A gennaio e’ stata condannata a tre anni e 8 mesi di carcere. Nei giorni dell’arresto, la gente del paese ha dato fuoco al campo dove soggiornavano i Rom. I Rom in seguito alle violenze subite sono fuggiti.
Scavando nella notizia si scopre che sull’area dove risiedevano i Rom e’ in progetto (delibera comunale del 2007) una speculazione edilizia di grande portata: costruzione di un centro commerciale, di un padiglione polivalente, di una sala concerti, e di una piazza. Lo sgombero dei Rom era nei programmi da tempo. La società che deve realizzare le costruzioni fa parte di un gruppo di cui e’ impossibile risalire ai soci. La madre che ha denunciato il tentato rapimento e’ a sua volta figlia di “o cardinale”, personaggio noto per la sua abilita’ nell’aggiudicarsi appalti pubblici. Il rapporto della polizia mette in dubbio la dinamica dei fatti inerenti il tentato rapimento.
(fonte: Internazionale n. 6, 12/02/2009, Una sentenza gia’ scritta).
L’ondata razzista contro i Rom è stata utilizzata in seguito dal Governo per criminalizzare un’etnia e giustificarne il censimento separato. Forse non tutti sanno che la maggioranza dei Rom in Italia sono cittadini italiani.

Un’indagine ISTAT sulla violenza sulle donne rivela che i partner, attuali ed ex, sono responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica rilevate e di alcuni tipi di violenza sessuale come lo stupro nonché i rapporti sessuali non desiderati, ma subiti per paura delle conseguenze. Il 69,7% degli stupri, infatti, è opera di partner o ex partner,  il 17,4% di un conoscente. Solo il 6,2% è stato opera di estranei.
Quindi, lasciato da parte il “luogo comune” che sono “gli altri” a commettere tali orrori, occorre guardare in faccia alla realtà emersa da questo studio statistico. Secondo l’istituto di statistica, il 69,7% degli stupri sono opera di partner, mariti o fidanzati.
Ma veramente allarmante è il dato dell’incidenza “casalinga” degli stupri. Non solo significativo perché in parte “scagiona” gli stranieri ed immigrati dalla maggior parte di questi reati, ma soprattutto perché fa emergere un dato inconfutabile: il problema della violenza sulle donne è un problema, oltre che delinquenziale, di tipo “culturale” (Fonte: ISTAT, studio su donne da 16 a 70 anni che hanno subito violenza fisica o sessuale nel corso della vita - Anno 2006).

Commenti
Uno degli scopi principali di uno stato è il raggiungimento della sicurezza sociale, intesa come pace  e sviluppo stabile e progressivo della personalità e della società. Gli stati autoritari confondono la parola sicurezza con l’immobilismo e sviluppano azioni e leggi che alimentano nuove forme di nazionalismo, chiusura dei confini, xenofobia, esaltazione dei pregiudizi. Con queste politiche in realtà non difendono la sicurezza nazionale (della nazione e del popolo), ma gli interessi di una ristretta élite, in palese violazione dei diritti umani.
La Dichiarazione universale dei diritti umani, sottoscritta dagli stati membri dell’ONU nel 1948, si basa sulla concezione dell’uguaglianza e dell’universalità dei diritti umani: “Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione”
Quanto ai diritti, la Dichiarazione universale dice: “Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.”; “Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.”  Il Nuovo Umanesimo aggiunge ai diritti fondamentali il diritto all’istruzione.
A proposito dei diritti umani, la Costituzione Italiana, Art. 2., dice: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.”
L’Art. 3.dice: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”.
La negazione di alcuni dei diritti fondamentali di determinate etnie (ad es. Rom) o determinate categorie sociali (ad es. gli stranieri) rende manifesto lo spirito discriminatorio dei governi. Il Nuovo Umanesimo riconosce nella discriminazione l’essenza della violenza.
Chi discrimina respinge l’altro, nega la sua intenzionalità e la sua libertà, lo rende strumento delle proprie intenzioni. La prepotenza, le ronde, la violenza giustificata dalla difesa dei propri interessi sono esempi di violenza che si fonda sulla discriminazione.
Aldilà dei valori negativi propagandati dai media, aldilà delle chiacchiere da bar, sta nascendo una nuova sensibilità. Chi ha questa sensibilità riconosce l’uguaglianza fra esseri umani, riconosce e valorizza le diversità tra le persone e le culture, sostiene il dialogo, la comunicazione e l’arricchimento culturale. Nega la possibilità di utilizzare la violenza come forma di risoluzione dei conflitti. Il Nuovo Umanesimo tende a ridurre la violenza nella prospettiva di superarla definitivamente e avviare metodi per risolvere contrapposizioni e conflitti mediante azioni nonviolente creative, quali ad esempio: manifestazioni di protesta, marce, scioperi, pubblicazioni di manifesti, periodici, boicottaggi, resistenza passiva, obiezione di coscienza o non collaborazione, disobbedienza civile.

sgraphics on febbraio 27th 2009 in Nuovo Umanesimo

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