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Archive for novembre, 2008

Rimandato a Praga il voto sullo Scudo Spaziale

Parla Jan Tamas, leader del movimento nonviolento contro le basi in Repubblica Ceca.
L’accordo per l’installazione di una base radar in Repubblica Ceca, come parte del progetto statunitense di difesa missilistica, firmato a luglio dal governo ceco, deve ancora essere ratificato dal parlamento.
Intervista a Jan Tamas portavoce del coordinamento Ne zakladnam contro le basi militari USA in Repubblica Ceca e Presidente del Partito Umanista ceco.

Qual e’ la situazione in Repubblica Ceca?
Il 19 ottobre si sono svolte le elezioni regionali e i partiti di destra attualmente al governo hanno subito una sonora sconfitta. I Verdi, che sostengono il governo e appoggiano il progetto dello Scudo Spaziale, non sono riusciti a superare lo sbarramento, mentre Socialdemocratici e Comunisti, contrari alla base radar, hanno registrato un grande successo. Il voto serviva anche a rinnovare un terzo del Senato e anche qui la maggioranza dei nuovi eletti e’ costituita da oppositori della base.

Come ha reagito il governo?
Tentando di forzare i tempi della ratifica da parte del Parlamento dell’accordo con gli Stati Uniti. Nel totale silenzio dei Mass Media, il governo ha cercato di indire la votazione per gli ultimi giorni di ottobre, prima dell’insediamento dei nuovi eletti, ossia facendo votare un parlamento sfiduciato dagli elettori.

Come hanno risposto l’opposizione e il movimento di protesta?
Appena ci siamo accorti del tentativo di colpo di mano, ci siamo messi in contatto con i leader dell’opposizione, concordando con loro una strategia di ostruzionismo in Parlamento, con l’obiettivo di far saltare i tempi per la votazione. Abbiamo poi scritto una lettera a tutti i deputati e senatori, chiedendo loro di non farsi complice di questa manovra e di votare secondo coscienza e non per obbedienza al partito. Abbiamo anche indetto una serie di manifestazioni davanti al parlamento e chiesto alle altre organizzazioni europee con cui siamo in contatto di mandare lettere di protesta all’ambasciata ceca nel loro paese.

Ha funzionato?
Si’: non si e’ votato ne’ alla Camera ne’ al Senato e il Primo Ministro ha annunciato di voler prolungare di altri 60 giorni il dibattito. La nostra speranza e’ che il nuovo Senato respinga ora il trattato. Abbiamo vinto una battaglia importante, ma dobbiamo continuare a mantenere la pressione.

C’e’ stata qualche reazione da parte degli Stati Uniti?
La solita arroganza: il generale Henry Obering, capo dell’Agenzia Americana per la Difesa Missilistica, ha dichiarato che i piani degli Stati Uniti andranno avanti e che non si aspetta cambiamenti di rotta qualunque sia l’esito delle elezioni americane. Non e’ neanche parso preoccupato che la crisi finanziaria possa costringere il governo americano a togliere i finanziamenti al progetto dello scudo.

Quali sono le vostre prossime iniziative?
Il 10 novembre organizzeremo un incontro con i sindaci della regione dove dovrebbe essere installato il radar e una conferenza al parlamento ceco, a cui partecipera’ anche l’europarlamentare Giulietto Chiesa. E’ molto importante per noi far sentire qui la voce dell’Europa, visto che il nostro paese assumera’ la prossima presidenza del Consiglio dell’Unione Europea.

Informazioni e aggiornamenti sulla protesta verranno pubblicate nel sito www.nonviolence.cz
sul sito anche la petizione contro lo scudo spaziale che ha raggiunto 140.000 firme.

Bolivia: 200 mila campesinos occupano La Paz

l parlamento boliviano ha votato a larga maggioranza la legge che approva le modifiche costituzionali e permette la convocazione del referendum sulla nuova costituzione per il 25 gennaio 2009.
I tre principali partiti, il Mas del presidente Evo Morales, l’Un e Podemos, avevano annunciato l’intesa che permetteva di raggiungere in parlamento la richiesta maggioranza dei due terzi ma a sbloccare il braccio di ferro in aula fra il Mas e l’opposizione guidata dai parlamentari del gruppo di destra Podemos eletti nella regione di Santa Cruz ci hanno pensato 200 mila campesinos che il 21 ottobre hanno occupato La Paz.
Mentre in parlamento iniziava il dibattito conclusivo sulla legge, una folla di campesinos appartenenti alle 36 comunità autoctone boliviane, dopo aver percorso a piedi 150 chilometri in otto giorni, raggiungeva la capitale e occupava piazza Murillo, la piazza sulla quale si affacciano il palazzo presidenziale, il parlamento e la cattedrale; occupavano il cuore politico della capitale a sostegno della costituzione varata da Morales e approvata nel dicembre scorso dal solo Mas e per l’approvazione della legge che raccoglieva le modifiche e ne permetterà l’adozione attraverso il referendum.
Molti campesinos provenivano da regioni come quelle di Santa Cruz, Tarija, Pando e Beni, fra le regioni separatiste che, sobillate dell’imperialismo americano, hanno inutilmente tentato di staccarsi dal controllo del governo centrale. Per tutto il pomeriggio e la notte del 21 ottobre i 200 mila dimostranti sono rimasti nella piazza; sul palco si avvicendavano gruppi etnici esibendosi in balli, canti e musiche ma i campesinos tenevano sotto controllo soprattutto la sede del congresso dove la discussione andava avanti a oltranza.
Un assedio che cessava solo dopo che all’alba del 22 ottobre il parlamento raggiungeva l’accordo.
Il gruppo degli oppositori di Santa Cruz era rimasto isolato nel tentativo di bloccare il nuovo testo concordato della costituzione e quindi il referendum di approvazione. L’ultimo nodo sciolto, che ha consentito il via libera dei due terzi dei parlamentari, è stato quello riguardante la questione della rielezione del presidente della repubblica; secondo la versione approvata nel dicembre scorso dal Mas, un candidato poteva essere rieletto due volte a partire dall’entrata in vigore della nuova costituzione nel 2009. La norma puntava a permettere a Evo Morales, eletto nel 2005, di potersi ripresentare per altri due mandati presidenziali. Morales ha fatto un passo indietro e ha accettato di modificare il paragrafo che prevede la possibilità di rielezione per un solo mandato. Le elezioni presidenziali si terranno alla fine del 2009.

29 ottobre 2008

Pubblicato a cura di A. Ronchetti

Per contatti e informazioni sulla Marcia Mondiale

www.theworldmarch.org (sito internazionale, in molte lingue tra cui l’italiano)
www.marciamondiale.org
www.mondosenzaguerre.org
www.webmov.org

Bresso, Lecco, Limbiate
www.fuoridalguscio.org
tel. 3393434850

Rozzano, Pavia
www.diversa-mente.org
tel. 3487454757

Firenze, Valdarno
www.marciamondialetoscana.org
tel. 3395495476

Cinisello B., Cormano, Niguarda (MI)
www.webmov.org
tel. 3494636355

mondo senza guerre e senza violenza

mapa_mini.jpgPerché?
Perché il problema della fame nel mondo si può risolvere con il 10% di quanto si spende in armamenti. Possiamo immaginare cosa accadrebbe se si destinasse il 30 o il 50% di tali risorse al miglioramento della vita della gente, invece di applicarle alla distruzione? Perché eliminare le guerre e la violenza rappresenta la definitiva uscita dalla preistoria umana e significa fare un passo da giganti nel cammino evolutivo della  nostra specie. Perché in questa aspirazione ci accompagna la voce delle migliaia di generazioni che ci hanno preceduto e hanno subito le conseguenze delle guerre, voce la cui eco si continua ad ascoltare ancora oggi in ogni luogo dove le guerre lasciano la loro sinistra scia di morti, dispersi, invalidi, rifugiati e profughi.
Perché un mondo senza guerre è una proposta che apre il futuro e aspira a divenire una realtà in ogni angolo del pianeta in cui il dialogo si vada progressivamente sostituendo alla violenza. E’ giunto il momento di far udire la voce di chi non ha voce! Milioni di esseri umani chiedono di farla finita con le guerre e la violenza!
Possiamo raggiungere questo scopo unendo tutte le forze del pacifismo e della nonviolenza attiva del mondo.
Quando?
La Marcia Mondiale partirà dalla Nuova Zelanda il 2 ottobre 2009, anniversario della nascita di Gandhi, dichiarato dall’ONU “Giornata internazionale della nonviolenza”. Si concluderà sulla Cordigliera delle Ande (Parco di Punta de Vacas, Aconcagua, Argentina) il 2 gennaio 2010. Durerà 90 giorni, tre lunghi mesi di viaggio. Attraverserà tutti i climi e le stagioni, dall’estate torrida delle zone tropicali e dei deserti all’inverno siberiano.
Chi partecipa?
La marcia è un’iniziativa di “Mondo senza guerre”, organizzazione internazionale che lavora da 15 anni nel campo del pacifismo e della nonviolenza. La marcia sarà costruita con l’apporto di tutti. È aperta la partecipazione a tutte le persone, le organizzazioni, i gruppi, i partiti politici, le imprese, ecc. che condividono lo spirito di questo progetto. Non si tratta di qualcosa di chiuso, ma di un percorso che si arricchirà grazie alle attività che verranno messe in moto a partire dalle diverse iniziative che chiunque potrà promuovere. Per questo invitiamo a una partecipazione attiva, affinché ognuno apporti la propria creatività al passaggio della Marcia Mondiale, in una convergenza di molteplici attività, dando spazio a tutto ciò che l’immaginazione possa concepire. I canali di partecipazione alla Marcia Mondiale sono molteplici e diversi; tra essi, avrà rilievo anche la partecipazione virtuale per mezzo di Internet.
E’ una marcia della gente e per la gente, che vuole arrivare a toccare la maggior parte della popolazione mondiale. Per questo invitiamo tutti i mezzi di comunicazione a diffondere questo giro del mondo per la Pace e la Nonviolenza.
Cosa si farà?
Al suo passaggio nelle città si realizzeranno forum, incontri, festival, conferenze ed eventi (sportivi, culturali, sociali, musicali, artistici, educativi, ecc,). Ad oggi possiamo contare già su centinaia di progetti promossi da singole persone e da organizzazioni.
A quale scopo?
Per denunciare la pericolosa situazione mondiale, che ci sta portando verso le guerre con armi nucleari: un vicolo cieco, la maggiore catastrofe umana della storia. Per dare voce alla maggioranza dei cittadini del mondo, che non sono a favore delle guerre, né della corsa agli armamenti. Tutti subiamo le conseguenze della manipolazione operata da parte di pochi, perché non lanciamo un unico segnale. E’ ora che ciascuno manifesti la sua posizione, il suo rifiuto. Unisci il tuo segnale a quello di tanti altri e la tua voce dovrà essere ascoltata!
Per ottenere:
lo smantellamento delle armi nucleari; la riduzione proporzionale e progressiva di tutti gli armamenti; la firma di trattati di non-aggressione tra i paesi; la rinuncia dei governi a utilizzare la guerra come mezzo per risolvere i conflitti. Per mettere in evidenza le molteplici forme di violenza (economica, razziale, religiosa, sessuale) nascoste o mascherate da parte di chi le esercita e offrire a chi le subisce un mezzo per essere ascoltato.
Per creare, come è successo per l’ambientalismo, una coscienza globale della necessità di una vera pace e del ripudio di ogni tipo di violenza.

video informativo sulla Marcia Mondiale


qui
la versione in buona qualita’ (365 Mb)

MARCIA MONDIALE PER LA PACE E LA NONVIOLENZA

bandiera_e_paola_picc.png“Perché si ascolti la voce di milioni di persone in tutto il mondo che vogliono la pace e la fine delle guerre e di ogni forma di violenza.”
E’ la prima marcia mondiale che percorrerà tutto il pianeta chiedendo la fine delle guerre, delle armi nucleari e di ogni forma di violenza.
Un’azione diretta a:
Ottenere l’eliminazione delle armi nucleari, la riduzione progressiva e proporzionale degli armamenti, la firma di trattati di non aggressione tra paesi, la rinuncia dei governi ad utilizzare la guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti.
Riscattare la parte migliore delle diverse culture e dei popoli della terra.
Far confluire le volontà della società civile per eliminare definitivamente la piaga sociale delle guerre.
Generare una coscienza sociale mondiale contraria a ogni forma di violenza (fisica,  psicologica, razziale, economica, sessuale), oggi così accettata dalla società.
Una coscienza globale che si traduca in una vera e propria ripugnanza fisica verso la violenza.