Archive for Novembre, 2008

LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE MA CORRONO VELOCISSIME

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Novembre 2008
Il mondo (degli adulti) è fatto di bugie. Ne sentiamo tutti i giorni in TV, le leggiamo sui giornali, le diciamo al lavoro ai colleghi e le raccontiamo agli amici.
E’ un dato di fatto.
E’ inutile farne una questione morale, a volte è addirittura necessario dirle, magari per non ferire una persona, per salvarsi da una situazione difficile o per farsi capire.
Abbiamo due figli piccoli: Ruben di 4 anni e Kesia, quasi 3.
A loro abbiamo cercato di non dirne, ci sembrava una buona idea.
Ci sembrava più coerente non inquinare il loro “paesaggio” di bambini e stabilire un accordo tacito: “se ti faccio una promessa mi sforzo di mantenerla”, “se una cosa non devi farla, cerco di spiegarti perché (e non evoco il babau per spaventarti).
Loro non le dicevano….almeno finora.
Ruben ha cominciato poche settimane fa.
Combinava qualche guaio e incolpava la sorella, oppure la tovaglia che, secondo lui, si era tagliata da sola.
Questa cosa ci ha fatto riflettere. Che bisogno c’era di mentire? Aveva paura delle punizioni?
Abbiamo pensato che fosse una conseguenza della crescita.
Effettivamente, nei discorsi e nella azioni, si sta avvicinando al mondo dei grandi.
Abbiamo anche pensato al contesto della scuola materna: che succede lì? Cosa impara nella relazione con gli altri bimbi e con le maestre?
Forse non è importante raccontare le bugie ma perché lo si fa.
Se un bambino deve cominciare a 4 anni a difendersi mentendo c’è qualcosa di profondamente sbagliato in questo mondo.
Un mondo dove la competizione sfrenata e la ricerca di felicità illusorie porta alla falsità e all’inganno per ottenere il risultato sperato.
Di sicuro quando possiamo dire la verità ci sentiamo meglio, in accordo con noi stessi. Non parliamo di una verità assoluta, che può essere una grossa bugia stabilita da qualcuno, ma di ciò che sentiamo giusto.
Abbiamo sperimentato la soddisfazione di comunicare, senza paura di giudizi, il reale problema a una persona cara o il giusto sdegno nei confronti di uno sfruttatore.
Questi esempi rappresentano il modello che vorremmo per i nostri figli.
Non vogliamo rimproverarli se dicono le bugie ma desideriamo che comprendano l’importanza della verità e di pensare, sentire e agire in profondità.
E, se avranno bisogno di mentire per sopravvivere, chi di noi ha il diritto di giudicare?

Daniele Quattrocchi e Stefania Travagin

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dannyfour on Novembre 24th 2008 in Nuovo Umanesimo

serata sull’economia a limbiate

Qualche foto sulla serata tenutasi a Limbiate (MI) il 19-11-2008 sul tema della crisi finanziaria.

pubblicoGiulioErmesStefaniaRivista Valori

e un simpatico video che spiega l’origine della crisi

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stefylimbiate on Novembre 24th 2008 in Attività nei quartieri, Il Balzo

Gita con i bimbi a Monte Barro

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23 novembre 2008, insieme ai nostri due bambini, Ruben e Kesia (rispettivamente di 2 e 4 anni) ci siamo recati al Monte Barro, una località sopra Lecco (sotto trovate tutte le informazioni utili).
Il posto è molto bello e adatto anche alle scampagnate con i piccoli. Ci sono diverse zone destinate al parcheggio, un’area attrezzata per il picnic con giochi per i bambini e un bar-ristorante. Alcuni sentieri sono ampi e facilmente percorribili.
Molti punti panoramici consentono la vista dei laghi situati intorno a Lecco.
Daniele e Stefania

EREMO nel Monte Barro

Attorno alla quota 790, al termine dell’unica strada che risale le pendici del M.Barro, si trova la località “Eremo”, sede del Centro Parco per l’Educazione Ambientale.
Nel parco storico dell’Eremo è possibile ammirare i maestosi faggi elevati al rango di monumenti naturali ma in tutto simili agli esemplari più grandi che si trovano nella sottostante Val Faée; nelle immediate vicinanze dell’Eremo si trova inoltre il Sentiero Botanico G.Fornaciari, lungo il quale si possono osservare numerose specie botaniche di interesse naturalistico.
L’Eremo del Monte Barro ebbe una storia complessa che si snodò per secoli in una lunga serie di vicissitudini che la videro di volta in volta presidio romano, probabile sede del comandante dell’insediamento ostrogoto, probabile rocca longobarda, rocca sforzesca, convento francescano (da cui il nome “Eremo”) e quindi, in periodi recenti, sede del Grande Albergo Monte Barro (1889-1927) ed infine di un sanatorio, attivo fino al 1968; quest’ultima destinazione in particolare stravolse le strutture preesistenti, delle quali non restano che poche tracce nella chiesa tardo gotica di S.Maria ubicata al termine della scalinata in acciottolato ed in diverse murature di epoca gota ancora presenti. Il grande e, per molti versi, ingombrante stabile, il quale a modo suo testimoniava lo scarso rispetto per l’ambiente proprio di molta attività edilizia degli scorsi decenni, è oggi di proprietà dell’Ente parco, che si è assunto l’impegnativo onere dell’indispensabile riqualificazione edilizia e paesaggistica del sito: importanti lavori di parziale demolizione dell’enorme edificio hanno restituito ai luoghi un aspetto gradevole; inoltre sono stati realizzati una foresteria, dotata di bar-ristorante, un Centro Visitatori, un Laboratorio Ecologico Didattico: sono punti di appoggio essenziali per lo svolgimento di molteplici attività di educazione e didattica ambientale.
Sempre presso l’Eremo è stato realizzato l’Antiquarium che espone interessanti reperti goti.

Sentiero Botanico G. Fornaciari
Grazie alle attività del Centro Flora Autoctona è stato recentemente realizzato il Sentiero Botanico G. Fornaciari nel cuore del parco del Monte Barro. Il sentiero è stato allestito in prossimità del pendio dove la Sezione Milanese del CAI fondò il primo giardino botanico alpino italiano nel 1891. L’originario giardino “Daphnea” rivive oggi nella veste di sentiero botanico ed è dedicato alla memoria del Professor Giovanni Fornaciari (Modena 1907 - Bormio 1991) che proprio sul Monte Barro svolse accurate indagini botaniche.
Il Sentiero Botanico è stato allestito tenendo conto della naturale distribuzione delle tipologie vegetazionali e quindi degli elementi floristici di pregio: si è quindi cercato di adattare le esigenze didattico-divulgative alle caratteristiche dell’ambiente, evitando pesanti alterazioni della struttura e della caratterizzazione vegetale dell’area. Sono state così individuate 5 zone relative ad alcune tra le fitocenosi più rappresentative dell’area Prealpina e buona parte delle aiuole è stata realizzata con circa 550 piante riprodotte dal Centro Flora Autoctona.

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dannyfour on Novembre 23rd 2008 in viaggi

curs de educatie pentru non-violenta

Cateva fotografii de la cursul pe tema non-violentei ce a avut loc la Sibiu zilele astea . picture-006b.jpg picture-007b.jpg picture-008b.jpg
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ioana on Novembre 19th 2008 in Miscarea Umanista Sibiu

kit materiali per la Marcia Mondiale

- video di spiegazione della marcia in alta qualita’ (.mpg, 252 MB)
- video di spiegazione della marcia in qualita’ media (.wmv, 39 MB)
- video dei creativi a Barcellona
- video dei creativi a Barcellona sottitolato in romeno
- video sulla Marcia in francese
- video di Vieste (con musica di Caparezza)
- altri video (spot ecc.)
- flv player per riprodurre i video in formato .flv; i video .mpg, .mp4 e .ogg si vedono con vlc

- loghi in vari formati e qualità per la stampa, e banner per internet. I file .pdf sono vettoriali, cioe’ stampabili in formato anche molto grande. I loghi “ufficiali” si possono scaricare da qui, e altri non ufficiali da qui.

- materiali in carta: volantino semplice di diffusione (uguale al depliant, meno la mappa del mondo, quindi in A4), e depliant in A3 (4 facciate) modificato per il C.236

Per iscriversi alla mailing list italiana della marcia: http://marciamondiale.blogspot.com/ e cliccare a destra sulla voce Mailing list MM Italia;
Per iscriversi alla mailing list mondiale della marcia (in inglese): send an email to the following email: worldwidemarch-subscribe@googlegroups.com; if you have any problems joining the group please send an email to: lomol@gmx.ch

Elenco dei siti web sulla marcia mondiale; blog dei creativi.

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max on Novembre 19th 2008 in Marcia Mondiale

sulla crisi finanziaria

dollarino2.jpgIl contesto
La crisi economica che stiamo vivendo ha come epicentro gli Stati Uniti, paese in cui esiste la cultura dell’indebitamento. La maggior parte della popolazione si indebita per comprare elettrodomestici, auto e case. In un primo momento il livello di consumo si incrementa e in un secondo momento i consumi diminuiscono, per generare un risparmio che permetta di pagare i debiti.
Tra il 2002 e il 2005 la Federal Reserve aveva abbassato i tassi per attivare l’economia dopo l’impatto recessivo che generò i timori a partire dagli attentati dell’11 settembre. Le banche quindi potevano indebitarsi al tasso del 2% annuale, e fare prestiti all’8% a chi voleva comprare una casa.
Per attirare molti più clienti, rilassarono le loro regole e i loro controlli e aggiudicarono crediti a persone con meno solvibilita’. A loro volta per poter prestare a più clienti, le banche avevano bisogno di attrarre fondi nel mercato, offrendo in garanzia le stesse ipoteche che avevano con i clienti.
Le ipoteche si trasformarono in supporti di tutta una complessa trama di strumenti finanziari dei quali arrivarono a partecipare anche le banche europee.
Quando la Federal Reserve cominciò ad aumentare i tassi fino a superare il 5% per contenere l’inflazione, le banche aumentarono i tassi dei crediti ipotecari già aggiudicati.
Molti proprietari che non erano molto solvibili, iniziarono ad entrare in mora. Il valore delle proprietà cominciò a sgonfiarsi quando molti proprietari misero in vendita le loro case perché non potevano pagare le quote della loro ipoteca. Questo calo della proprietà fece sì che molti proprietari avessero con la banca un debito maggiore del valore della loro casa. Molto maggiore era la perdita di valore dei titoli e delle azioni che erano supportati dalle “ipoteche spazzatura”. Molte delle banche vincolate in affari immobiliari non poterono affrontare i loro debiti perché evaporarono i loro attivi, supportati da ipoteche non creditizie e svalutate. Attualmente la crisi delle ipoteche ha contaminato tutti i mercati finanziari e le borse.

Il punto di vista del Nuovo Umanesimo
Il processo del capitalismo ha portato all’attuale situazione di concentrazione della ricchezza in mano a un’esigua minoranza dell’umanità. La banca ha concentrato il potere economico (lucrando su tutto, e in particolare su ogni guerra e su ogni ricostruzione post-bellica); ora il sistema finanziario sta crollando in una lotta di tutti contro tutti; ancora oggi grandi gruppi approfittano della situazione per incrementare i loro guadagni, accelerando cosi’ ulteriormente il fenomeno.
Il valore massimo dell’attuale sistema economico è generare profitti a breve termine, e quindi i guadagni delle aziende prendono la via della speculazione e non vengono reinvestiti nella ricerca, nello sviluppo e nella diversificazione.
La speculazione e l’usura dominano l’economia e sono responsabili dell’attuale crisi mondiale; ma sono inessenziali e superflue. La vera risorsa e’ il lavoro delle persone, imprenditori e lavoratori. E per impedire la fuga del capitale verso la speculazione occorre garantire la partecipazione dei lavoratori alle decisioni importanti dell’azienda. Del resto anche l’imprenditore è ormai diventato un impiegato della banca e ha perso ogni autonomia decisionale. Il suo alleato è il lavoratore, sottomesso anche lui alle pressioni dell’apparato finanziario.
Per avanzare verso una Nazione Umana Universale, i popoli, attraverso strumenti di democrazia reale e diretta, devono trovare una soluzione al problema della speculazione, dell’usura, degli armamenti; fare in modo che le risorse vadano a contribuire allo sviluppo, e termini la povertà e lo sfruttamento.
Le priorità delle persone sono l’alimentazione, l’educazione, la sanità, la casa, la pensione; speculazione e guerre impediscono la realizzazione di queste priorità.

a cura di Marco e Max

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max on Novembre 12th 2008 in Nuovo Umanesimo

NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO!

Oggi ci troviamo in un contesto storico sociale fortemente disgregato dove il valore principale risiede nel denaro, ma è anche vero che il sistema economico sta crollando e i governi nel tentativo di salvaguardarlo utilizzano le risorse pubbliche a scapito di ciò che è veramente importante, come ad esempio: la formazione degli individui.

L’attuale governo di destra ha intrapreso una serie di provvedimenti strutturali (tra cui il decreto 137, detto anche “decreto Gelmini”) allo scopo di trasformare radicalmente la scuola pubblica senza consultare minimamente gli organi collegiali e le componenti scolastiche. Questo dimostra un’intenzione autoritaria e antidemocratica aldilà dei contenuti della riforma.
Inoltre vuole adeguare la scuola al modello pragmatico, competitivo e privatizzatore del sistema in cui viviamo. Un modello uniformante combattuto da anni di lotta e di ricerca educativa, specialmente in Italia. Questo schema ha come obiettivo la liquidazione della scuola pubblica poiché punta a trasformare l’istruzione e l’educazione in un affare per le “aziende educative” che sostituiranno la “pubblica istruzione”; potrà studiare e formarsi soltanto chi avrà i soldi per farlo e agli altri resterà una scuola pubblica ridotta all’osso, inefficiente e di basso livello qualitativo e formativo.
L’insieme delle proposte legislative finora presentate nasce unicamente da una necessità di tagli economici e non da una reale riflessione pedagogica.
Dal testo del decreto Gelmini emerge chiaramente una visione dell’Essere Umano omologato, inteso come un contenitore vuoto da riempire e da disciplinare a cui non si da voce.

I DATI DELLA RIFORMA

I punti salienti di questa riforma sono:

a) Riduzione della spesa per la scuola pubblica di circa 8 miliardi di euro in tre anni: tagliare i fondi destinati all’istruzione significherà necessariamente abbassarne il livello qualitativo. Come spiegheremo alla nuove generazioni che lo Stato preferisce investire 30 miliardi all’anno per le spese militari e altre decine per il crac economico delle banche? L’eventuale esistenza di sprechi nella scuola non può essere un alibi per i tagli. Questo “risparmio” comporterà drastiche diminuzioni di posti di lavoro (più di 100.000 tra insegnanti e altro personale scolastico).
b) L’introduzione del “maestro unico” nella scuola primaria con un orario ridotto (24 ore settimanali garantite): Invece la presenza di più insegnanti per uno stesso gruppo classe permette di specializzare i singoli insegnanti e di accogliere meglio i bambini, anche quelli con problemi comportamentali e di apprendimento; inoltre abitua il bambino a far riferimento a una pluralità di modelli.
c) Diminuzione del tempo scuola per tutti i livelli d’istruzione: come faranno le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano? Quanto costerà ai Comuni e alle famiglie garantire la permanenza pomeridiana a scuola?
d) L’aumento del rapporto alunni-docenti per classe (0.4 per cento in tre anni, significa fino a 30 studenti per classe): questo renderà ancora più complesso creare una relazione di qualità e di attenzione al singolo. Per necessità si dovrà adottare una disciplina rigida e un’istruzione poco partecipativa, dinamica ed esperienziale.
e) Il rendimento scolastico sarà valutato da voti espressi in numeri e non attraverso un giudizio complessivo: l’adozione dei giudizi corrisponde a un’idea di scuola che va oltre la misurazione e si pone il problema di superare gli ostacoli che il processo di apprendimento può incontrare. Il numero, invece, è un fatto compiuto. Un fatto compiuto anche per un disabile, anche per un migrante, anche per un bambino che vive un momento familiare difficile.
f) Una maggiore importanza alla valutazione del comportamento (voto in condotta) come prevenzione del bullismo: questo decreto suggerisce una concezione prevalentemente repressiva dell’educazione a scapito di quella dialogica su cui si fonda ogni processo di insegnamento davvero motivante. In realtà sappiamo benissimo che i fenomeni di violenza non vengono eliminati da semplici misure repressive. La sanzione, anche quando è necessaria, è pur sempre il segno di un fallimento.

Senza considerare tutte le conseguenze date dal piano programmatico del Ministero dell’Istruzione del 6 agosto 2008 che colpisce a più livelli anche le Università, le scuole medie inferiori, superiori e dell’infanzia con grossi tagli economici che porteranno alla scomparsa di alcuni corsi di Laurea, all’aumento delle tasse a carico degli universitari e a un generale peggioramento della didattica.

Inoltre gli emendamenti xenofobi della Lega che tendono a relegare gli stranieri in classi “speciali” porteranno a una scuola più razzista.
Al contrario, “La via italiana per la scuola interculturale e per l’integrazione degli alunni stranieri” è un documento elaborato da una commissione di specialisti che da anni affrontano questi temi e che hanno prestato gratuitamente la loro competenza al fu Ministero della Pubblica Istruzione nel 2007, dove si trova un valido programma per l’integrazione di persone diverse tra loro, non l’emarginazione delle “categorie sociali” più deboli.
(http://www.pubblica.istruzione.it/news/2007/allegati/pubblicazione_intercultura.pdf).

PROPOSTE
Di fronte a questo attacco insensato alla scuola pubblica rivendichiamo il diritto all’istruzione gratuita per tutti e di buona qualità
Immaginiamo un sistema educativo (più in là della scuola stessa), una comunità che educhi alla socializzazione, alla comunicazione, all’apertura alle diversità e alla libertà. Dove lo studente sia protagonista e costruttore di conoscenza in una comunità solidale, con una visione attiva e plurale della realtà.
Proponiamo a tutti gli individui, gruppi, organizzazioni di promuovere e appoggiare iniziative nonviolente e di disobbedienza civile per opporsi alla distruzione della scuola pubblica. Anche se le misure del governo saranno sempre più violente ed autoritarie crediamo sia importante non reagire con la violenza per evitare un escalation pericolosa.
Inoltre proponiamo la costruzione di una rete permanente per lo sviluppo dell’educazione a cui aspiriamo.
Invitiamo inoltre a firmare la petizione online chiamata “NO AL MAESTRO UNICO” sul sito:
www.retescuole.net

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stefylimbiate on Novembre 10th 2008 in Il Balzo