Archive for settembre, 2008

videoclip antinazi. le immagini dicono tutto…

No Comments »

max on settembre 30th 2008 in Cose buone dal mondo

2 ottobre 2008, Giornata internazionale della nonviolenza

non-sono-cieco.jpg
Nel 2007 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2 ottobre di ogni anno, che corrisponde alla nascita del Mahatma Gandhi, “Giornata internazionale della nonviolenza”.
L’ONU raccomanda a tutti i Paesi membri di osservare questa ricorrenza in maniera adeguata, assicurando la diffusione del giusto messaggio.
In questo contesto le associazioni umaniste del nord Milano organizzano un’iniziativa a Bresso con il patrocinio del Comune.
Durante la serata si presenteranno diverse iniziative legate alla Pace e alla Nonviolenza tra cui il prossimo Forum Umanista Europeo, che si svolgerà a Milano dal 17 al 19 Ottobre
e la Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza, che partirà a novembre 2009.
Verranno proiettati video e spot a favore del disarmo nucleare e contro il progetto militare statunitense dello Scudo spaziale.
Ci sarà una testimonianza diretta delle azioni nonviolente intraprese dal Comitato NOdalmolin contro l’ampliamento della Base militare Nato a Vicenza.

Una richiesta spirituale di Pace concluderà la serata.
2ottobre-a4.jpg

No Comments »

dannyfour on settembre 29th 2008 in Attività nei quartieri

Il piano dell’imperialismo italiano per espandersi in Africa

Il governo italiano “è pronto a scommettere sull’Africa come non è mai stato fatto prima”, ha annunciato il sottosegretario allo Sviluppo economico, il fascista Adolfo D’Urso, presentando il Piano Africa; un progetto messo a punto dal suo ministero che prevede investimenti nel continente e che “si svilupperà fino al 2010 con missioni settoriali e asset specifici, con tre obiettivi precisi: approvvigionamento di materie prime, ricerca di nuovi mercati e potenziamento del turismo”. Tre obiettivi cari all’imperialismo italiano e non certo alle necessità dei paesi africani coinvolti.
Il Piano Africa partirà dal Mozambico, ha spiegato il sottosegretario che il 7 luglio scorso era nella capitale Maputo alla testa di una missione organizzata dall’Istituto per il commercio estero (Ice) e dal Centro dello sviluppo dell’impresa di Bruxelles (Cde) e con la partecipazione di rappresentanti di oltre 50 imprese italiane. Il Mozambico, ha sottolineato D’Urso è “ricco di gas e alluminio, ha una crescita annua del pil sopra il 7%, (contro una media intorno al 5% dell’Africa) e dove già operano nomi di rilievo a partire da Eni e Italtel”. Il Piano Africa proseguirà in Angola, Sudafrica, Sudan, Nigeria, Senegal, Mauritania, Tanzania e Capo Verde.
Un progetto che più che “valorizzare le risorse specifiche di ciascun stato africano per rafforzarne le infrastrutture, favorirne la diversificazione economica e contribuire a far crescere l’economia locale”, come ha sostenuto D’Urso per dargli una verniciatina di presentabilità, punta a creare le condizioni affinché l’imperialismo italiano possa espandersi in Africa. Il sottosegretario ha ricordato che il Mozambico non è stato scelto a caso come primo intervento, “il paese è infatti un modello italiano di successo” dato che “grazie alla nostra mediazione politica, nel 1992 a Roma venne firmato l’accordo di pace che mise fine alla guerra che da anni dilaniava il paese”. E ha riesumato un episodio di addirittura 16 anni fa per sottolineare che “l’Italia quindi può e deve fare la differenza in Africa”. Come? “Vogliamo esportare un nuovo modello, basato sulla cultura italiana, sul Made in Italy e sulla qualità”; non è l’esportazione della democrazia dell’imperialista Bush ma poco ci manca, è comunque l’imposizione del modello culturale e economico dell’imperialismo italiano ai paesi messi nel mirino.
L’Africa ha pagato il costo maggiore della globalizzazione, ha riconosciuto D’Urso, ricordando i dati drammatici della crisi alimentare evidenziati anche dal vertice Fao di Roma ma, subito ha aggiunto che “l’Africa è anche il continente delle nuove opportunità, come si evidenzia dalla competizione che si è sviluppata soprattutto da parte delle grandi potenze asiatiche: Cina, Giappone e India. Per questo l’Africa deve tornare ad essere al centro della politica europea e italiana”. L’imperialismo italiano dovrebbe quindi impegnarsi per conto proprio e per conto della Ue, in competizione con le grandi potenze asiatiche e gli Usa.

10 settembre 2008

Pubblicato a cura di Andrea Ronchetti

No Comments »

Andrea on settembre 22nd 2008 in Senza categoria

spot del forum europeo

a me piace molto…

humanistforum.eu

No Comments »

max on settembre 15th 2008 in Attività internazionali