PERCHE’ EDUCARE ALLA NONVIOLENZA

Se analizziamo la nostra vita e il mondo che ci circonda, ci troviamo sempre di fronte al fatto che la violenza restringe la nostra libertà e quella degli altri.
Si può affermare che, in questo momento storico, la società si regge sull’uso della violenza, altrimenti non si spiegherebbe come, chi detiene il potere, potrebbe così efficacemente appropriarsi delle risorse comuni o imporre la propria volontà su gli altri.
Da questo punto di vista ogni nostra azione non può prescindere da questo contesto violento.
La violenza nell’educazione si manifesta attraverso: una visione passiva della realtà, la trasmissione di verità assolute, l”istruzione” e l’imposizione, l’uniformità, la conservazione, la svalutazione di sè e degli altri, l’autoritarismo.
Per noi l’educazione non è l’insieme degli interventi volti a formare la personalità di un individuo, come se fosse una statua d’argilla da modellare o un contenitore da riempire.
Consideriamo l’Essere Umano (perciò anche un bambino), un Essere con una coscienza attiva, in grado, con la propria azione, di trasformare il mondo.
L’educazione dovrà stimolare, per esempio, la sensibilità e facilitare lo sviluppo emotivo poiché è attraverso l’emotività che l’essere umano ha percezione di se stesso in termini di felicità.
Il rapporto a cui aspiriamo con i nostri figli si basa sulla risposta nonviolenta,
cosa significa?
Evitare l’imposizione del punto di vista di uno su quello dell’altro.
Normalmente, per un genitore, il meccanismo di imporre il proprio punto di vista è quasi ovvio, scontato, non lo mettiamo neanche in discussione.
Questa risposta scatta meccanicamente allorchè si manifesta una divergenza di opinioni, un “conflitto”: io voglio che tu vai a dormire e tu, io ho bisogno che vieni con me e tu non vuoi, ecc.
La risposta nonviolenta non è automatica e va costruita, corrisponde a una nuova sensibilità.
Uno dei presupposti per dare questo tipo di risposta è l’intenzione di gettare un ponte verso l’altro “sentendo” il suo punto di vista, “sentendo l’umano” che c’è in lui.
In questo modo le parti diventano equivalenti e tutte le argomentazioni sono valide, sullo stesso piano.
Questo atteggiamento permette mille soluzioni diverse anzichè solo due.
E’ opportuno sottolineare che la risposta nonviolenta è differita e riflessiva, pertanto non è immediata ma si sviluppa in processo.
Sicuramente attribuire valore alla nonviolenza in tutte le sue forme, come stile di vita e come educazione potrà aiutarci a costruire un nuovo modello più positivo per il futuro, che dia spazio alle qualità umane.
trovi il testo completo qui
quaderno-educazione-nonviolenta.rtf
dannyfour on febbraio 2nd 2008 in Senza categoria
