avvenimenti in Bolivia in questi ultimi giorni
Alcuni commenti che danno contesto agli avvenimenti in Bolivia in questi ultimi giorni. Credo che anche i Boliviani residenti all’estero abbiamo diritto di voto per il referendum revocatorio, è importante fare controinformazione, questo è il momento…
Ciao Enrique ed amici.
Tenterò di descrivere puntualmente quello che sta succedendo, che è molto, in questi ultimi giorni. Credo anche che la mail precedente che fece circolare Marisu in riferimento ad una marcia multitudinaria che ci fu il passato giovedì 6 in differenti dipartimenti della Bolivia, descrive lo spirito di speranza e rinnovamento che va manifestandosi in coloro che ancora hanno fede in questo processo di cambiamento, al di la’ della loro adesione o no al governo di Evo Morales.
Si sa già che in coincidenza con le date del Forum umanista latinoamericano l’Assemblea Costituente e’ riuscita ad approvare a grandi linee il nuovo testo costituzionale. Questo e’ successo in mezzo a un gran movimento sociale, sia della contra cittadina (principalmente della classe media e alta) motivata da consegne tergiversate dalla destra, come il tema di Sucre capitale, sia dall’altra parte, dei movimenti sociali che appoggiano il governo, che sono andati a garantire le sessioni dell’assemblea che venivano boicottate. In questo scenario ci sono stati scontri molto violenti, sono morte 3 persone, e non c’erano piu’ garanzie perche’ i membri dell’assemblea continuassero a riunirsi a Sucre.
Questo è quello che innanzitutto la destra cerca di generare per poi screditare ed incolpare dei morti il governo. A Sucre l’hanno fatto.
D’altra parte, il 15 Dicembre è la data limite per la presentazione del testo finale dettagliato della nuova Costituzione Politica dello Stato (CPE) da parte dell’Assemblea Costituente, Costituzione che poi dovra’ essere sottoposta a referendum, per il Si o per il No, e che sia il paese a decidere se cambiare o no la Costituzione.
Dopo quello che e’ accaduto a Sucre e una forte campagna mediatica della destra nel tentativo di “macchiare di sangue” la costituzione approvata a grandi linee a Sucre, e’ iniziata una nuova fase di assalto. Sono cominciati scioperi della fame di prefetti, comitati civici, ed alcuni “indigeni” e “contadini” con supposta rappresentatività, nei dipartimenti della Media Luna (Santa Cruz, Beni, Pando e Tarija) e d’altra parte a Sucre e’ stato reso pubblico il rifiuto di tutto quello che e’ uscito dall’Assemblea perché questa non ha preso in considerazione la richiesta di mettere Sucre come capitale. Si faceva evidente la stessa strategia usata contro Allende. I prefetti della Media Luna gia’ giorni prima avevano fatto un appello alla resistenza civile e ad esercitare una “autonomia di fatto” a partire dal 15 Dicembre, data in cui si pubblichera’ la nuova costituzione “del MAS”, come la chiamano loro. L’intenzione della destra e’ stata di fomentare il rifiuto al “totalitarismo” - come lo chiamano - di Evo Morales. In mezzo a tutto questo si succedono le marce di massa, di cui la principale e’ stata quella di Cochabamba.
Venerdì 7, e’ girata la notizia degli scioperi e della proposta che aveva lanciato Evo Morales due giorni prima di sottoporre il suo mandato e contemporaneamente quello dei prefetti dei nove dipartimenti ad un Referendum Revocatorio. Con questo, egli spiegava, se il paese e’ d’accordo con le sue politiche ed azioni, lo confermerebbe ed in caso contrario gli direbbe No. E ha proposto che anche i prefetti si sottomettano al popolo. “Io non temo la decisione del Popolo”, ha detto, in un’uscita assolutamente democratica e legittima che innanzitutto cercava una via d’uscita che calmi le tensioni e lo scontro tra la gente, tensioni cercate insistentemente dalla destra coi suoi scioperi e i suoi appelli alla resistenza.
I prefetti della Media Luna, insieme a Manfred Reyes, prefetto di Cochabamba e tessera fondamentale di Usa e CIA, in quel momento stavano in viaggio negli Stati Uniti, alla ricerca dell’appoggio di organismi internazionali come l’ONU e l’OEA (organizzazione degli stati americani) (tra gli altri) ed uscivano in molti canali internazionali. La risposta che hanno dato è che erano d’accordo col referendum revocatorio, “a patto che non ci siano trucchi”. È chiaro che non si azzardano del tutto a sottoporsi a referendum, malgrado la maggioranza di loro potrebbe essere confermata, eccettuati quello di Sucre e forse quelli di Cochabamba, Pando e La Paz.
Sabato 8 all’alba e’ stata convocata una sessione dell’Assemblea Costituente che fino a quel momento aveva cercato di definire un nuovo posto per riunirsi, e si pensava ad un posto del tropico di Cochabamba (bastione dei cocaleros del MAS), oppure a Oruro. La stampa faceva sapere che l’opzione piu’ probabile era Cochabamba.
Alla fine si convoca l’Assemblea plenaria a Oruro, nell’Università Tecnica di Oruro (UTO). La sessione si apre nelle ultime ore del pomeriggio, e arrivano solo 164 membri dell’assemblea su 255, con la chiara mancanza di piu’ di 60 membri del PODEMOS, la forza principale dell’opposizione e espressione attuale della Destra piu’ radicale. D’altra parte c’erano in proporzione molto minore assembleisti di altre 9 forze politiche, tra cui l’UN, secondo partito rappresentativo della destra con una tendenza piu’ mediatrice.
I membri dell’assemblea di PODEMOS e lo stesso partito in seguito si sono giustificati dicendo che la sessione era illegale, e che “non avevano garanzie.”
16 ore dopo, prima di mezzogiorno di domenica 9, senza avere dormito per niente, finiscono di approvare i 408 articoli, uno per uno, della nuova costituente, tutti votati con la maggioranza di 2/3, che significava in quel momento il consenso quasi totale dei presenti in riunione plenaria. Si sono discussi vari punti che si credeva potessero essere nevralgici per la classe media e punta di lancia per la campagna per il No della destra, come: che nelle zone urbane non si potevano possedere terreni senza edificarvi e che sarebbero stati convertiti in aree di interesse sociale, che le scuole private sarebbero state eliminate (cosa che alla fine non si farà), la possibilità di rielezione indefinita del presidente, lasciando solo la possibilita’ di una rielezione (2 mandati consecutivi), e pochi altri punti. Quegli articoli sono stati alla fine tolti dalla proposta. Un altro punto fondamentale e’ stato la negoziazione coi membri dell’assemblea di Sucre che stavano per ritirarsi dal conclave, perché volevano che si riconoscesse nella Costituzione Sucre come capitale della Bolivia. Alla fine si e’ giunti a un accordo, e si e’ riconosciuta Sucre come capitale dello stato, quantunque non si dica che tutti i poteri vi risiedano, vale a dire alla fine ci si e’ accordati tra le due parti per l’obiettivo comune. E per ultimo, sono stati approvati tutti gli articoli salvo uno che sara’ l’unico che verra’ sottoposto a referendum dirimente, che è l’articolo che tratta della trasformazione delle terre non utilizzate dei grandi latifondisti della Bolivia, specialmente dell’Oriente Boliviano (Santa Cruz, Beni e Pando), che costituisce il problema di fondo, il problema storico in Bolivia.
Ieri, domenica, nel pomeriggio gia’ si pronunciavano i prefetti di Santa Cruz e Cochabamba: il primo e’ stato piu’ chiaro e ha lanciato un appello alla gente non solo di Santa Cruz ma di tutta la Bolivia ad organizzarsi, nei loro quartieri, nelle università, nelle scuole, nelle loro comunità, per fare resistenza ad ogni costo a questa costituzione che ha definito con i peggiori aggettivi che gli sono venuti in mente al momento. Ha detto che in tutta la Media Luna si sta mettendo a punto lo Statuto Autonomista di ogni regione e che entrera’ in vigore appena sottoposto a referendum locali. Anche gli altri prefetti hanno respinto la costituzione e fanno appelli perche’ venga ignorata, cosi’ come i raggruppamenti politici dell’opposizione.
Oggi, lunedì 10, all’alba, a Cochabamba si sono riuniti tutti i prefetti della Media Luna con Manfred Reyes, e hanno deciso di ignorarla e di organizzarsi per respingerla. Quindi il Prefetto di Cochabamba si e’ incontrato in gran segreto ed illegittimamente col Comitato Civico di Cochabamba per accordarsi sulla stessa linea. Questo comitato ha convocato manifestazioni di rifiuto a partire già da mercoledì e gli altri comitati civici hanno fatto la loro parte.
Dall’altra parte questo giovedì la Centrale Operaia Dipartimentale di Cochabamba ha convocato un Vertice Sociale per definire la linea d’azione del popolo. E sabato 15 Dicembre il MAS celebrera’ la presentazione ufficiale del nuovo testo Costituzionale della Bolivia.
Infine posso aggiungere che, secondo quanto percepisco io, la gente sta in una calma tesa poiche’ le dichiarazioni dei prefetti potrebbero incitare a scontri violenti; in alcuni ambienti temono una guerra civile, tuttavia appare chiaro che quello che ora la gente deve fare è leggere e conoscere il nuovo testo per poter vedere che posizione prendere. I dirigenti della destra convocheranno manifestazioni cercando lo scontro, quanto piu’ violento, meglio per loro, e la gente che appoggia il cambiamento cerchera’ di difendere la costituzione ed andare al referendum.
Bisognerà vedere anche se si concretizzera’ il referendum revocatorio che potrebbe abbassare molto le tensioni e ratificare certe linee d’azione, e dopo di cio’ vedere come si coordina col referendum dirimente dell’unico articolo, per poi, al massimo di qua a tre mesi, sottoporre la nuova Costituzione a referendum. 3 mesi dopo entrerebbe in vigore, oppure no.
Quello che io sento è che per gli attori in Bolivia è il momento di giocare il tutto per tutto, di optare per un’espressione piena di bontà per questo clamore il cui parto viene minacciato, ed impedire che la destra fomenti il risentimento, la paura e la violenza per generare il caos e rifiutare la via democratica che tanto maestosamente ha esposto Evo Morales.
Soprattutto e a prescindere da qualsiasi aneddoto poco interessante che possa succedere, sento una soave e profonda pace ed allegria che mi riempie di speranze e di una certa qual certezza, non solo per le nostre azioni in questa situazione ma anche per le sagge decisioni che prendera’ in ultima istanza questo popolo carico di bontà e di una profonda spiritualità. Elevo le mie richieste in quella direzione.
Un forte abbraccio. Alejandro
max on Dicembre 15th 2007 in Cose buone dal mondo