20 OTTOBRE: UNA MANIFESTAZIONE DI COPERTURA

Nella giornata odierna si terrà una manifestazione contro il precariato promossa dalla “sinistra” di governo.
In questi giorni ne sentiamo tanto parlare grazie alle polemiche che questa iniziativa ha scatenato e, sulla quale, effettivamente c’è molto da dire, ma non quello che i mass-media ci fanno credere tutti i giorni spacciando la dimostrazione come qualcosa di massimalista dei partiti della “sinistra radicale”. Si pensi, per esempio, la data stessa dell’evento, cioè a un mese e mezzo dalla ripresa delle attività lavorative, quando invece sarebbe stato utile manifestare in tal senso proprio subito dopo l’avvio dell’anno lavorativo dal momento che il problema del precariato non è certo roba di oggi: vediamo come ci siamo arrivati.

LE CONTRORIFORME PADRONALI: BREVE PERCORSO STORICO
La prima pesante controriforma del mercato del lavoro risale al 1997 e prende il nome di Pacchetto Treu, pensato, appunto, dall’allora ministro del lavoro Tiziano Treu, membro del primo Governo Prodi. In questo provvedimento troviamo le prime forme contrattuali flessibili (ossia che si adattano alle esigenze degli imprenditori, ma non a quelle dei lavoratori), come il lavoro interinale, i co.co.co (contratti di collaborazione coordinata e continuativa), norme che sgravano la sanzione della trasformazione dei contratti a termine in contratti a tempo indeterminato, riforme sull’apprendistato e sui contratti di formazione, usati spesso dalle aziende per avere gli sgravi fiscali previsti per chi assume personale con questo contratto. Queste sono in sintesi solo alcune norme che avviarono la precarizzazione del lavoro con l’introduzione di contratti dove, in un modo o nell’altro, il lavoratore si trova a svolgere le sue mansioni nella precarietà e spesso senza alcuni importanti diritti, come la malattia e le ferie retribuite.
Si noti che questo pacchetto lo votò anche Rifondazione “Comunista”, la stessa che il 20 ottobre andrà in piazza per manifestare contro il precariato, avviato però con il suo contributo.
Ma a peggiorare le cose sarà la legge 30/2003 (la famigerata Legge Biagi), promossa dal secondo Governo Berlusconi che renderà la già disumana precarietà ancora più selvaggia. Nascono agenzie private di collocamento, vengono introdotte altre forme contrattuali flessibili, ancora più brutali verso i lavoratori, come il job on call e lo staff-leasing, mentre alle aziende vengono concessi nuovi vantaggi, come quello di poter spezzettare senza limiti i propri stabilimenti, anche nello stesso perimetro, creando tante aziende sotto i 15 dipendenti, ottenendo così una maggiore libertà di licenziamento.
Oggi il Governo Prodi II si prepara a fare qualche ritocco alla legge 30 nella forma, ma non nella sostanza, senza toccare, tra l’altro, quei contratti schiavisti come il job on call, dove un lavoratore deve restare in attesa di essere chiamato e sempre a disposizione in caso di necessità, pena il licenziamento, dietro un misero compenso.

LA “SINISTRA RADICALE” ABBAIA MA NON MORDE
Di fronte a tutto questo l’ala “radicale” del governo di centro-“sinistra” alza un po’ la voce, ma di fatto non fa alcunché di incisivo per mettere fine al precariato e arrivare a un mondo del lavoro (e non a un mercato) che abbia fini sociali e non di profitto per pochi. Anzi, proprio il PRC (allora non esistevano ancora i Comunisti Italiani, nati poi dalla scissione dal PRC) ha dato man forte nell’avvio di queste controriforme padronali, grazie ai suoi voti in favore del Pacchetto Treu che, di fatto, ha iniziato un processo di precarizzazione del lavoro, portato avanti poi dalla legge 30, e sembra non sia ancora finita.
Conclusione: il 20 ottobre è stata promossa una manifestazione contro il precariato dagli stessi partiti che gli hanno aperto la strada e che oggi abbaiano ma non mordono di fronte a ogni iniziativa di un governo liberista come quello presieduto da Berlusconi.
La “sinistra radicale” in realtà copre a sinistra e regala voti a un governo capitalista, arrivando anche a organizzare una manifestazione contro la precarietà, senza però mettere in pericolo un esecutivo che non solo in materia di lavoro ma in tutti i campi attua una politica identica da quello che l’ha preceduto, nonostante i voti presi sul malcontento di molti che speravano in un cambiamento e del quale non ne hanno visto neppure l’ombra. “Gli italiani avranno domenica una matita e un foglio per dare una svolta all’Italia.”: così asserì Prodi due giorni prima delle elezioni….

Andrea Ronchetti

Andrea on Ottobre 20th 2007 in Senza categoria

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