7 tunisini arrestati per aver salvato dei naufraghi

Restano in carcere i sette pescatori tunisini accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina per aver salvato 44 migranti naufragati a una trentina di miglia da Lampedusa. Mentre una vasta rete di associazioni che vanno dalla Rete antirazzista siciliana alla piattaforma dell’associazionismo euro-mediterraneo sull’immigrazione Migreurop, preparano una manifestazione davanti alla
Prefettura di Agrigento, venerdì 7 settembre alle 11:00, il caso continua a rimbalzare sui mass media internazionali.

Colpevoli di soccorso. Tra i pescatori arrestati figura anche uno studente di 20 anni che stava aiutando il padre, prima dell’inizio dell’anno scolastico. L’8 agosto salvarono la vita a 29 uomini, 11 donne (di cui una al nono mese di gravidanza) e due bambini piccoli, di cui uno poliomielitico, prendendoli a bordo dei motopescherecci. Il comandante Jenzari avvisò immediatamente del salvataggio le autorità tunisine, che ne informarono il Centro di coordinamento del soccorso marittimo di Roma, che girò l’Sos alla nave della Marina Vega perché prestasse soccorso medico ai passeggeri. Scortati fino a Lampedusa da due motovedette della Guardia costiera italiana e da una della Guardia di Finanza, i sette vennero quindi arrestati in flagranza di reato. (fonte peacereporter)

MA DICO! Vogliono con questo probabilmente scoraggiare qualsiasi tentativo dei pescatori di aiutare i profughi, condannando in questo modo i naufraghi a morte certa. Complimenti…

stefylimbiate on settembre 10th 2007 in Dialogo fra culture

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