Boliviane e boliviani.
Durante il tempo del mio governo ci sono gruppi conservatori che si sono opposti permanentemente a questo processo di cambiamento; tuttavia dopo aver visitato regioni, settori; dopo aver sostenuto tante riunioni, ho visto e ho sentito che il popolo boliviano vuole unità, più democrazia, il popolo boliviano scommette sulla pace, e soprattutto su profondi cambiamenti.
Ci sarà pace sociale quando ci sia una giustizia sociale, e qui stiamo mettendo in moto una rivoluzione sociale che cerca l'uguaglianza tra i boliviani. Ci sarà democrazia quando i popoli decidano il destino del paese. Ci saranno cambiamenti profondi quando recupereremo le nostre risorse naturali.
E dal governo nazionale scommettiamo su questi profondi cambiamenti; il popolo sa come si sente questo cambiamento nel paese.
Ma vogliamo anche chiarire quella lotta storica dei popoli durante il periodo coloniale, durante la Repubblica, specialmente all’epoca del modello economico neoliberista, della corruzione che ha fatto tanto danno al paese.
Come quel modello economico ha fatto tanto danno al paese, ed i popoli hanno resistito, i popoli hanno lottato per cambiare, e questo cambiamento arriva con la nazionalizzazione degli idrocarburi, la ridistribuzione delle nostre risorse naturali, delle risorse economiche grazie a queste politiche di cambiamento, e quindi non si può capire come ci siano gruppi che non comprendono questo processo di cambiamento. Forze conservatrici che vogliono evitare questo processo di cambiamento.
Per esempio ci parlano di unità quando mobilitano un settore del popolo sotto la bandiera dell'indipendenza, e non può esserci unità con l'indipendenza; parlano di democrazia quando promuovono il colpo di stato, parlano di democrazia ed appoggiano la disobbedienza; non può esserci democrazia né con i colpi di stato né con la disobbedienza civile.
L'anno scorso e quest'anno il Governo nazionale è stato ripetutamente accusato di non rispettare la proprietà privata. Ora stiamo vedendo chi non rispetta la proprietà privata. Queste forze conservatrici non rispettano la proprietà privata, bruciano le proprietà, bruciano le proprietà pubbliche, assaltano, saccheggiano le proprietà pubbliche.
Allora queste autorità che morale hanno per accusarci di non rispettare la proprietà privata, e in questi giorni, dopo quasi due anni di governo, e più di un anno dall'Assemblea Costituente, cercano pretesti per agitare il paese, usano giovani, pagandoli, per le mobilitazioni, ed i giovani che si mobilitano sanno esattamente che le mobilitazioni non sono gratis ora, a volte servono per aggredire i fratelli contadini indigeni.
Il razzismo si approfondisce qui contro questi movimenti sociali che lottano per una nuova Bolivia, per l'unità rispettando la diversità, e infatti siamo tanto diversi non solo razzialmente, fisionomicamente, ma anche economicamente.
E cercano pretesti, per esempio parlano di autonomia, quando abbiamo detto che l'autonomia è rispettata nella nuova Costituzione Politica dello Stato boliviano appena approvata: si garantisce autonomia ai dipartimenti, alle regioni, ma anche alle comunita' indigene, e le autonomie indigene sono esistite nella pratica durante le colonie e durante la repubblica, solo queste autonomie sono state come legalizzate, inserite nella costituzione.
Si garantiscono autonomie universitarie così come autonomie municipali, e quando col tema dell'autonomia non riescono a mobilitare il paese viene il tema dei due terzi; noi abbiamo detto: non solamente vogliamo approvare la nuova Costituzione con la maggioranza dei due terzi (della Costituente), ma, soprattutto, approvarla con la partecipazione del popolo, col referendum; se non c'è la maggioranza di due terzi perché non si fa in modo che sia il popolo a decidere? che paura del popolo!
E quando non hanno argomenti sui due terzi o sulla democrazia, o quando hanno paura del referendum tirano fuori un altro tema, il tema della capitale.
Felicemente i costituenti lasciarono l'Assemblea Costituente, perché era sequestrata l'Assemblea Costituente; sono quasi sicuro che non ci saranno ora Marincovik né Dabdoub che se ne vanno a
Sucre per sobillare e per far fallire l'Assemblea Costituente, perche' questo hanno cercato permanentemente.
Ma oltre a questo, queste forze conservatrici, che tentano di frenare, fermare questo processo di cambiamento per proteggere i loro privilegi, ora non stanno piu' solo col tema dell'autonomia come pretesto, col cavillo dei due terzi o quello della capitale, ma chiedono la revoca del mandato di Evo Morales.
Io voglio spiegare e proporre ai prefetti conservatori e non conservatori, ai nove prefetti del paese, di sottoporci insieme ad un referendum revocatorio: che il popolo dica se vuole il cambiamento o non vuole il cambiamento, che il popolo dica se e' per il modello neoliberista delle privatizzazioni, della svendita delle nostre risorse naturali, delle nostre imprese oppure no; non c'è motivo di aver paura del popolo.
Ci accusano a livello internazionale di essere autoritari. Non si tratta di andare a lamentarsi a livello internazionale, qui si tratta di sottoporci al popolo, sottoporci democraticamente al pensiero, al sentimento, alla coscienza del popolo.
E la comunità internazionale, che veda chi sono gli antidemocratici, chi sono i violenti, chi sono quelli che cercano i morti per farne una bandiera politica, quando noi scommettiamo sulla vita ed altri distruggono la vita per fare di questo una bandiera politica.
Speriamo, se siamo democratici, speriamo, se sono sicuri di scommettere sulla democrazia, che insieme presidente e prefetti dei nove dipartimenti, ci sottoponiamo al popolo boliviano mediante referendum revocatorio.
Domani invierò un disegno di legge al Congresso Nazionale affinché rapidamente convochi questo referendum revocatorio, per impedire a questi gruppi avversari politici, avversari ideologici, avversari programmatici di usare il popolo per cercare morti, di pagare alcuni giovani per fare lo sciopero della fame, di usare e ingannare qualche settore, gruppi che in fondo cercano di far finire il mandato del presidente.
Se il paese dice va via Evo, non ho nessun problema, sono il più democratico, il paese dirà chi se ne va e chi rimane a garantire questo processo di cambiamento.
Sfido democraticamente senza stare a cercare morti, senza stare a usare con l'inganno qualche settore del popolo. Siamo responsabili, che ci sia dibattito programmatico, dico questo soprattutto perche' in democrazia i problemi sociali si risolvono cosi', e soprattutto per risolvere democraticamente queste provocazioni che vengono da alcuni settori.
Dico al popolo boliviano e alle boliviane, Evo Morales non ha mai pensato di perpetuarsi nel governo; capisco perfettamente il sentimento del popolo boliviano, voi giornalisti siete testimoni di alcune grandi concentrazioni dove i movimenti sociali gridano: Evo presidente per 20 anni, per 50 anni; questa non è un'invenzione.
Ma qua noi tentiamo solo di cercare giustizia, che questo Palazzo sia di giustizia sociale, e pertanto vogliamo una politica di rivoluzione sociale, di rivoluzione agraria, tutto per l'uguaglianza; ci sara' pace sociale solo quando ci sara' anche giustizia sociale, e se non c'è uguaglianza non ci sarà mai pace con giustizia sociale, e la nostra responsabilità come autorità legalmente elette e' quella di cercare di ridurre quelle profonde differenze tra famiglia e famiglia, tra persona e persona, tra regione e regione, e se andiamo molto oltre, tra continente e continente.
Noi che siamo democratici non abbiamo paura del popolo boliviano, noi siamo sicuri e da qui scommettiamo sull'uguaglianza, non abbiamo nessuna paura che il popolo si esprima in maniera sovrana sulle sue autorità, e non è la prima volta che proponiamo il referendum, anche l'anno scorso abbiamo proposto il referendum revocatorio.
Felicemente sta nella nuova costituzione, ma di fronte al problema che alcuni gruppi vogliono far finire il mandato di Evo Morales usando ingiustamente e con l'inganno altri gruppi, allora andiamo tutti e che non si usi qualche settore del popolo contro Evo Morales; sottoponiamoci tutti democraticamente a questo referendum revocatorio affinché il popolo dica la sua verità.
Speriamo che questa proposta risolva nel modo più democratico, nel modo più cosciente i problemi del paese, che il paese dica si' o no a questo processo di cambiamento.
Molte grazie. |